Si
tratta di un largo cilindro in legno o in lamiera zingata,
aperto da una parte e
recante dall'altra un vetro fermato a tenuta ermetica.
Immergendo la parte col vetro sotto la superficie e guardando
dentro il cilindro, si
ha una visione chiarissima del fondo e si può perciò
trovare con facilità la nostra preda o la sua tana
la quale, davanti all'ingresso è ornata da una serie
di conchiglie vuote, disposte in modo da attirare gli incauti
curiosi. Se l'amico è in casa, basta
legare un gronghetto morto ad una lenza zavorrata e calarlo
fino davanti all'ingresso, tenendolo in movimento.
A questo punto il polpo, spinto dalla fame e dall'istinto
predatorio, farà dapprima uscire uno o due tentacoli,
dopodichè uscirà completamente e si avvinghierà
al gronghetto per mangiarselo in santa pace. A
questo punto, un rapido colpi di fiocina, pone fine al banchetto
a alla vita del polpo che, appena trafitto, deve
essere portato subito in superficie senza dargli modo di
attaccarsi con i tentacoli allo scoglio, dal quale sarebbe
veramente un'impresa riuscire a staccarlo. Poi sarà
necessaria tutta una serie di mazzolate, per ammorbidirne
le carni. Ciò fatto, una volta a casa, i modi di
cucinare il nostro gasteropode, sono infiniti e tutti molto
appetitosi. Si può infatti lessarlo e condirlo con
olio e limone, si può cuocerlo in umido e infine
si può unirlo ad alri pesci per preparare un ottimo
cacciucco alla livornese.