SURFCASTING

In concomitanza con la ripresa della rubrica "Un'esca al mese", abbiamo deciso di dare uno spazio più cospicuo al Bibi che a ragion veduta può essere considerato l'esca dell'ultima generazione in quanto il suo uso nel surfcasting, è "esploso" meno di venti anni fa.

Testo e foto di Cesare Maffei


Orata allamata durante il momento più caldo della giornata

Prefazione
ella rubrica che ci è stata affidata tratteremo le esche maggiormente utilizzate nelle varie tecniche, sia a fondo che a galleggio, surfcasting, bolognese, bombarda e così di seguito, sia da terra che dalla barca, per poi allargare la disamina anche a quelle meno note ed utilizzate in particolari ambienti e località. Cercheremo di spiegarvi in breve la loro natura, come adescano le nostre prede, e come utilizzarle al meglio affinché svolgano in maniera ottimale il compito che ad ogni battuta di pesca affidiamo loro. Iniziamo con un esca conosciuta ed utilizzata non solo dai surfcasters, il bibi. Identificazione e note biologiche: il bibi è un echinoderma appartenente alla classe degli oloturoidei, ed anche se molti lo considerano un verme non lo è affatto, ma tanto per capirci, è un parente prossimo del cetriolo di mare.

I PRIMI TEMPI CHE FU USATO FECE "IMPAZZIRE" I PESCI

Esemplari di bibi (5-8 cm)

Presenta un aspetto allungato e vermiforme di colore grigio-bruno con riflessi argentei. Al tatto risulta turgido e sodo, ma sezionandolo ci rendiamo conto che, a parte il sottile derma, esso è costituito interamente da liquidi. L’apertura boccale è situata vicino all’estremità anteriore ed il retto in prossimità di quella inferiore. Nasce da uova fecondate esternamente dal seme degli esemplari maschili, attraversa uno stadio larvale planctonico della durata di un paio di settimane, ed infine si stabilisce su fondali sabbioso-melmosi nei quali si insedia scavando solo con l’aiuto della propria muscolatura. Si nutre ingerendo il sedimento stesso, dal quale assorbe gli elementi nutrizionali. Specie ittiche adescabili: l’orata e la grossa ombrina sono senza dubbio le specie ittiche più attratte dal bibi, e come loro molti altri grufolatori ne subiscono l’effetto adescante dovuto al diffondersi lento del suo liquido interno, parliamo principalmente di mormore di grossa taglia e saraghi. Essendo maggiormente snobbato da minutaglia e granchi rispetto ad altri inneschi, il bibi viene utilizzato in condizioni di mare calmo per la ricerca mirata di grosse prede, mentre a mare mosso o in scaduta riesce ad adescare pesci di varie grandezze. Un’altra specie ittica attratta dal bibi, prettamente in situazioni di mare mosso, è la spigola, ed in forma minore segnaliamo anche da parte di rombi e tracine un certo interessamento per il nostro oloturoide.


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