Diciamo
la verità è un bel pesce: forma slanciata ed elegantissima,
squame argentate e molto brillanti che sembrano in linee
parallele per tutta l’estensione del corpo. Ha due pinne
dorsali separate (non ci sarà qualcuno che per questa caratteristica
faccia rientrare il Cefalo fra i Salmonidi, così come si
vuol pretendere di fare col Temolo?). La testa si presenta
rotonda e la bocca piccola. Ed è proprio quest’ultimo il
motivo, ossia la bocca piccola, che fa venire la "tigna"
al pescatore in quanto mordicchia l’esca con una certa laboriosità
e conseguentemente il ferraggio è difficile. Una sua caratteristica?
Vive anche vicino agli scarichi e frequenta volentieri i
bassi fondali.
E' così che ce lo siamo scherzosamente immaginato.
Testo di Lorenzo Donato - Foto Archivio Pesca e Nautica
eneralmente
la carne del Cefalo è molto apprezzata ma è soggetta
a delle particolarità, ossia essa risulta molto grassa per
gli esemplari pescati nei periodi di Luna Piena in quanto
si nutre anche di notte col favore del chiarore lunare
e lo sanno molto bene i pescatori di mestiere della Laguna
Veneta che si astengono dal pescare con i forti chiarori
lunari, inoltre il suo modo di nutrirsi lappando sugli scogli
e sul fondo manifesta in maniera inequivoca la località
dov'è stato catturato; quello proveniente
dal mare aperto si distingue nettamente da quello stazionante
nei porti e nei canali. In questi ultimi siti
arrivano ad essere immangiabili soprattutto a causa degli
inquinamenti industriali che degradano ed appestano le acque,
così che sovente il puzzo di nafta si avverte già durante
la cottura di un bello esemplare che la padrona di casa
aveva deciso di mettere in tavola con maionese e prezzemolo.
MOLTO COMUNE
MA PER NIENTE FACILE
DA PESCARE
Ma torniamo al Cefalo, al nostro simpatico
pinnuto che una legislazione inconcludente e dei sorveglianti
sprovveduti ce lo stavano facendo odiare: intendiamo riferirci
alla misura minima che protegge la specie. Mentre le
legge italiana prescrive la lunghezza di 20 centimetri,
quella della Comunità Europea detta la misura di centimetri
18, però la Comunità avverte che là dove alcuni
Paesi decretano una misura superiore i pescatori devono
rispettare la maggior misura. Ebbene a tanti anni di distanza
dalla validità della disposizione comunitaria, ancora oggi
qualche Cooperativa di pescatori di mestiere insiste nel
dire che in Italia la misura da rispettare è di 18 centimetri
e non di 20. E’ indubbio l’intendimento di favorire la pesca
di mestiere ma così facendo la confusione e la disubbidienza
regnano sovrane. E’ un pesce particolarmente
dotato di spirito di adattabilità in quanto vive
nelle acque salse, in quelle salmastre e nelle dolci: gli
allevamenti nel Lago Trasimeno, nel Lago di Bracciano ed
in altri confermano l’eccezionale "conformismo" del Cefalo;
sul Po è stato notato nel sottoriva a Pontelagoscuro e sul
Canalbianco ad Adria, senza parlare dei numerosi rami del
Delta del Po e dei Canali che costituiscono l’interessante
rete acquea.