Camminare sul proprio guscio sulle
acque senza confini, e con quellesile guinzaglio tentare
di riprodurre il ciclo vitale del mare; cercare che il nostro
pescetto scateni listinto di preda del pesce grosso.
In estrema sintesi questa è la traina.
Testo e foto di
Mimmo Marfè
ino
a tempi non troppo remoti non era difficile incontrare
trainisti armati di solo robustissimo filo corredato di
un grosso amo, innescato con un pescetto vivo, e vedere
tirar fuori dallacqua pescioni di 20, 30 chili, tirati
a forza di mani. Ma qualcosa è cambiato e sempre
più spesso lelettronica compare nelle attrezzature
da traina, determinando una vera e propria rivoluzione.
Oggi una perfetta barca da traina è equipaggiata
non solo di sofisticati ecoscandagli ma di ancor più
sofisticati sistemi di posizionamento satellitari - GPS
- che consentono a chiunque voglia di vedere secche e pesci,
memorizzare poste, coordinate marine.
40%
TRADIZIONE, 40% ELETTRONICA E 20% ESPERIENZA
Ovviamente
come al solito molti sono i chiamati ma pochi gli
eletti e dopo le chimere delle emozioni facili, dei pesci
da svariati decine di chili, ci si accorge che senza dedizione,
abnegazione, studio, ricerca e un pizzico di fortuna, nulla
ci è regalato e non basta lattrezzatura più
sofisticata del mondo per garantirci il successo. Praticare
la traina in modo corretto non è cosa facile; occorre
buona pratica con attrezzature elettroniche e manuali, occorre
conoscenza del mare.
Uno degli strumenti assolutamente indispensabile nella traina
moderna è lecoscandaglio
che oltre alla funzione di poter individuare grossi pesci
a diverse quote, svolge la funzione assolutamente fondamentale
di darci una lettura del fondo.