Il
lightdrifting col vivo è, una delle tecniche più
catturanti per prede di notevole taglia e valore sportivo.
Riuscire ad abbinare un richiamo efficace come la pastura
di sardina alle esche vive posizionate nella sua scia profumata,
costituisce il sistema più naturale per attirare
i grandi predatori sotto la nostra barca. Il resto è
bravura e divertimento puro.
Testo di Gianmarco Limone - Foto
di arch. Pesca e Nautica
er
pescare a lightdrifting con l'uso di esca viva dobbiamo
imparare sia a procurarci la "materia prima",
sia a riuscire a mantenerla viva e guizzante anche per un
lungo periodo. Per procurarci il vivo ci sono varie opportunità
fra le quali: pescare a terra specie
come muggini, boghe, occhiate, aguglie eccetera; oppure
rimanere in barca e procedere a bolentino o a traina, mirando
sempre alle stesse specie. Sempre dalla barca,
in questo caso -e in questo periodo all'alba- si può
anche "totanare" alla ricerca di calamari, totani
e seppie, esche micidiali nei confronti di ricciole, lecce,
dentici e pesci serra. Stabilito ciò, appare evidente,
che nella nostra attrezzatura non dovranno mai mancare cannette
da spinning e bolentino e piume, cucchiaini, meciuda, terminalini
giapponesi, totanare eccetera. Una
particolare attenzione andrà rivolta alla slamatura
delle esche specialmente se pescate a grande
profondità, inmodo tale da non comprometterne la
vitalità. Una volta pescate, vediamo come conservarle.
E' IL VIVO
CHE SCATENA L'ISTINTO DI PREDAZIONE
Come
mantenere le esche
Se si vuole praticare la pesca con il vivo, bisogna avere
la possibilità di conservarle anche per diverse ore
quindi è
necessario un riciclo continuo
dell'acqua. La vasca ottimale avrà
l'interno stondato, valido per tutti i pesci e in particolare
per quelli lunghi come le aguglie. Se la barca
con cui andiamo a traina è piccola, ad estremi mali
estremi rimedi, si può risolvere il problema con
una bacinella con coperchio. Si applica su un lato della
bacinella, nella parte alta, un raccordo d'entrata (uno
semplice di quelli che si usano per le canne da giardino)
sigillandolo con del silicone, al quale sarà collegato
il tubo proveniente dalla presa a mare. Si
pratica poi un foro di uscita che regoli il livello applicandovi
un altro raccordo al quale collegheremo un tubo che andrà
fuori bordo.Il foro d'uscita va posizionato lateralmente
in alto, in modo che mantenga il livello costante, eliminando
l'acqua in eccedenza.