PESCA DA TERRA


Pescare sempre e comunque, questo è il sintomo della “malattia” dalla quale è difficile (e sconsigliabile) guarire. Il bello, è riuscire a farlo anche in sottofondo, mentre si è dediti ad altro.

Testo e foto di Massimo Cerino

ovembre, fine settimana al mare con la famiglia. Nel contratto coniugale vigente, ampliato dopo la nascita delle figlie, (che al momento hanno due e quattro anni) si legge che poche ore possono essere dedicate alla pesca, fuori dell’orario di servizio paterno, e quindi preferibilmente da prima dell’alba fino alle otto e trenta circa, dopo di che bisogna presentarsi in servizio per le amorevoli cure parentali, alle quali, fra l’altro, neanche potendo, si vorrebbe rinunciare. Così accade che si torni a casa in concomitanza col risveglio di moglie e figlie, con due occhiaie modello “Michelin”, già esausti sul nastro di partenza di una lunga giornata, piena d’incombenze d’ogni tipo, alle quali s’attende forti d’una convinzione: che la vacanza dev’essere tale per tutto l’equipaggio, ed ognuno deve fare ed avere la sua parte.

DOPO LE NOVE NON SI CATTURA... MA A VOLTE!

Mi consola il fatto che le spigole, nel solito porticciolo, “fanno colazione” a base di bigattini solo di buon’ora; tanto che, dopo le otto, il chiudere la “bolognese” e rincasare non tanto mi pesa. E non è raro il caso che, giunto nel tepore della casa appena desta, depositi nel lavello della cucina un paio di “pezzi” lucidi ed ancora boccheggianti, mentre pantofoline e chiome scarruffate di cuscino mi si fanno d’intorno chiedendomi “Che hai pescato, papi?”. La “mamma” è già all’opera nel rigoverno e mentre getta un’occhiata al bottino, (cassando mentalmente la mozzarella dalla lista della spesa che di lì a poco redigerà), mi comunica la sua intenzione di voler andare un po’ in giro per qualche suo acquisto. “Vai pure, cara, le bimbe stanno con me, magari ce ne andiamo un po’ in spiaggia, a giocare con la sabbia…” “Evviva!” fanno eco le piccole. Quando la “mamma” è appena uscita, andando incontro alla sua meritata “franchigia” di due ore, il “papino” chiama a rapporto le figliolette per un necessario briefing propedeutico al soggiorno in spiaggia.


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