Era la mattina
del primo ottobre, una tesa brezza di terra increspava il
mare, e noi, come spesso accade in questo periodo, eravamo
a bordo del nostro gozzo da pesca a tentare la cattura di
qualche desiderato predatore.
ome
quasi sempre il luogo prescelto era la zona al largo delle
secche di Vada. Solitamente questo tratto di mare regala
la cattura di diverse specie pelagiche. Quella mattina decidemmo
di puntare alle palamite. Arrivati sul posto grazie al Gps,
calammo le reti di pastura e le lenze innescate con una
sarda intera. L'attesa durò pochi minuti, la canna di Gianni
si piegò vistosamente e la lotta cominciò. Dopo 10 minuti
una discreta palamita nel pozzetto lasciava presagire una
mattinata movimentata. La replica fu questione di poco,
e tra padelle e imprecazioni varie anche la seconda palamita
fu a bordo. Ricalate le lenze, fiduciosi nella presenza
del branco nei nostri dintorni, ci rimettemmo in spasmodica
attesa. Stranamente calma piatta. Una strana partenza con
immediato trancio del terminale mise alcuni dubbi nell'equipaggio:
un dacron da 25 libbre tagliato di netto. Sapendo che i
serra non sono abitudinari di questa zona cominciarono le
supposizioni più disparate. I nostri dubbi aumentarono quando
dopo un'altra partenza, la preda in canna si comportava
in modo insolito non oppenendo la consueta resistenza della
palamita. Dopo pochi minuti con la sorpresa di tutti ecco
che appare un barracuda di circa un metro! Al volo sostituimmo
i terminali in dacron con altri in acciaio, che si rivelarono
parzialmente inefficienti a causa della bocca spropositata
dell'animale. Così tra lenze tagliate, e lotte in cui i
nostri amici pinnuti si rivelavano più abili di noi, un
altro barracuda, più piccolo del precedente era a bordo.
La sorpresa finale arrivò con la cattura spettacolare di
una lampuga che dopo una sequenza di salti si fece guadinare
senza eccessivi problemi. Una presenza così massiccia di
predatori tropicali nei nostri mari, ed una varietà di catture
degna di battute di pesca a ben altre latitudini, non ci
era mai capitata. Per fortuna c'è sempre una prima
volta!