I LETTORI CI SCRIVONO


Era la mattina del primo ottobre, una tesa brezza di terra increspava il mare, e noi, come spesso accade in questo periodo, eravamo a bordo del nostro gozzo da pesca a tentare la cattura di qualche desiderato predatore.

Testo e foto di Tommaso Andorlini e Gianni Bencistà

ome quasi sempre il luogo prescelto era la zona al largo delle secche di Vada. Solitamente questo tratto di mare regala la cattura di diverse specie pelagiche. Quella mattina decidemmo di puntare alle palamite. Arrivati sul posto grazie al Gps, calammo le reti di pastura e le lenze innescate con una sarda intera. L'attesa durò pochi minuti, la canna di Gianni si piegò vistosamente e la lotta cominciò. Dopo 10 minuti una discreta palamita nel pozzetto lasciava presagire una mattinata movimentata. La replica fu questione di poco, e tra padelle e imprecazioni varie anche la seconda palamita fu a bordo. Ricalate le lenze, fiduciosi nella presenza del branco nei nostri dintorni, ci rimettemmo in spasmodica attesa. Stranamente calma piatta. Una strana partenza con immediato trancio del terminale mise alcuni dubbi nell'equipaggio: un dacron da 25 libbre tagliato di netto. Sapendo che i serra non sono abitudinari di questa zona cominciarono le supposizioni più disparate. I nostri dubbi aumentarono quando dopo un'altra partenza, la preda in canna si comportava in modo insolito non oppenendo la consueta resistenza della palamita. Dopo pochi minuti con la sorpresa di tutti ecco che appare un barracuda di circa un metro! Al volo sostituimmo i terminali in dacron con altri in acciaio, che si rivelarono parzialmente inefficienti a causa della bocca spropositata dell'animale. Così tra lenze tagliate, e lotte in cui i nostri amici pinnuti si rivelavano più abili di noi, un altro barracuda, più piccolo del precedente era a bordo. La sorpresa finale arrivò con la cattura spettacolare di una lampuga che dopo una sequenza di salti si fece guadinare senza eccessivi problemi. Una presenza così massiccia di predatori tropicali nei nostri mari, ed una varietà di catture degna di battute di pesca a ben altre latitudini, non ci era mai capitata. Per fortuna c'è sempre una prima volta!

L'equipaggio: Tommy, Beca, Chelli, Andrea.


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