Terminali Il terminale in assoluto più efficace in condizioni
di massima turbolenza, è un canonico
e robusto “Short Rovesciato”. Piombo da 150 grammi di dimensioni
e forma adeguate alla circostanza, uno spezzone madre da
un metro dello 0.50/0.60, e uno snodo a tre vie. Il bracciolo
sarà proporzionato alle prede che intendiamo insidiare:
0.35 e amo n° 4 o 2 per i grossi saraghi, dall’ 1/0 al 4/0
per i sogni più proibiti.
Prede nella
tormenta
I saraghi dunque sono tra i clienti abituali, ma nella turbolenza
potrà capitare di tutto. Le grosse spigole infatti, sfidano
le correnti della risacca per cacciare a ridosso del gradino,
e si dimostrano ben disposte ad abboccare a succulenti e
invitanti bocconi. Anche l’ orata, solitamente di cilindrata
importante, meno placida del previsto, potrebbe “grufolare”
nella tempesta e regalarci qualche minuto di adrenalina
pura. E poi chi più ne ha più ne metta.
GUSTI
FORTI PER PESCI DI PRIMA
CATEGORIA
L’esca deve essere il più corposa e resistente
possibile. Su di essa i granelli di sabbia spinti dalle
onde effettueranno un logorio continuo, e se l’innesco non
risulterà ben fatto, ci ritroveremmo l’amo ripulito nel
giro di pochi minuti. La sardina rivoltata sarà quanto di
meglio si possa proporre per tentare il colpaccio per la
regina o per qualche bel serpentone in caccia diurna. Razze
e qualche palombo sulle spiagge profonde potranno rappresentare
delle gradite sorprese. Il calamaro, innescato a seconda
delle dimensioni e delle nostre ambizioni, intero o a strisce,
è un’altra esca a cui dare fiducia. In queste condizioni,
soprattutto per i saraghi si è rivelato micidiale anche
il cappellotto. I vermi non verranno presi in considerazione,
ad eccezione di qualche corposo bibi.