Non potendo contare sulla stabilità meteorologica,
oramai imprevedibile e mutevole in maniera irregolare, le
nostre battute di pesca sono spesso all’insegna di condizioni
difficili e a volte estreme. Per questo motivo, se vorremmo
risultare vincitori è fondamentale sapere come affrontarle.
l
mare molto mosso, spettacolo unico e affascinante, rappresenta
sempre una ghiotta opportunità per sfidare con la nostra
tecnica la forza della natura. Andare in spiaggia, quando
la maggior parte dei pescatori ripone le canne in attesa
di condizioni più soft, è di per sé una grossa soddisfazione.
In questi contesti la cattura della preda diviene il fine
di un insieme di strategie tenaci e caparbie intuizione,
e se anche non dovesse arrivare, poco importa, l’importante
è essere lì, a provarc, riscoprendo il gusto del confronto
estremo.
QUANDO
IL GIOCO SI FA DURO I
DURI... OSANO
Dalle parole alla pratica, il passo è però
difficile. Le onde si abbattono con fragore sulla battigia,
il vento ci colpisce in volto, e mentre ripensiamo a una
comoda battuta di pesca alla mormora, siamo sul punto di
tornare indietro. Poi uno sguardo alle cannette da beach
ledgering, un sospiro, e poi via, a sfoderare una potente
due pezzi o una parabolica di nuova concezione. Nella cassetta
si trovano spike da 150 grammi lucidi, segno che non hanno
conosciuto l’acqua, quello 0.40 usato solo per gli shock
leader…ma ormai è fatta, i primi timori sono superati, si
guardano i frangenti con un sorriso… praticamente siamo
pronti!