La mia passione per la traina è iniziata
diversi anni fa quando a bordo della prima barca, un gozzo
di sei metri con un piccolo entrobordo diesel, ho cominciato
a girovagare sottocosta da solo alla ricerca di spigole,
dentici, ricciole e quant’altro potesse capitarmi.
L’attrezzatura
era semplice n rudimentale
affondatore con alcune palle di piombo, due canne da 20
libbre e una piccola canna da spinning che utilizzavo per
procurarmi l’esca viva.
A quei tempi uscivo in mare quasi sempre da solo, potevo
farlo perché il gozzo aveva la barra del timone a poppa
che lo rendeva facilmente manovrabile anche quando ero impegnato
a calare l’affondatore o a filare in acqua le lenze; se
poi partiva una canna, mi infilavo la barra tra le ginocchia
per mantenere la direzione e portavo tranquillamente a termine
l
a cattura.
Adesso esco in mare con una barca più grande e non così
facilmente manovrabili; tuttavia, solo chi ha vissuto con
apparente incosciente sicurezza questo tipo di esperienza,
può capire a pieno le indescrivibili sensazioni, che mi
hanno spinto ad attrezzare la barca in modo da poter effettuare
tranquillamente le mie uscite di traina in completa solitudine.
L’AFFONDATORE
PERFETTO ESISTE? CERTO!
L’affondatore è stato il mio grosso problema;
per quanto cercassi, non riuscivo a trovare sul mercato
un apparecchio elettrico che confacesse alle mie esigenze,
finché non sono riuscito a convincere l’amico Fabrizio,
titolare della ditta Servimec e ottimo pescatore anche se
dedito più al drifting che alla traina, a costruire un attrezzo
rivoluzionario e a mio modo di vedere perfetto per chi ama
la traina . Il primo prototipo è stato presentato allo scorso
salone nautico di Genova e dopo mesi di prove a dimostrato
la propria validità rispondendo appieno alle nostre aspettative
tanto ché la versione definitiva dovrebbe essere presto
disponibile per tutti gli appassionati.