PESCA DA TERRA


La giornata assumeva sempre contorni più strani, infatti, quando affermo che Peppe trascorreva le sue giornate sul moletto, la definizione deve essere intesa in modo letterale, perché raramente qualcosa abboccava alla sua esca, ed il suo galleggiante aveva il potere di non affondare mai, con qualunque condizione di mare. Peppe, insomma, non si poteva definire un mostro di tecnica di pesca. Mi sono avvicinato. Lanciava un galleggiante piombato ad una ventina di metri di distanza, poi lo ritirava, muovendo il cimino della canna in modo irregolare, e, a mano a mano che si avvicinava a riva, una nuvola di pesci di varie dimensioni inseguiva la sua esca. Quale esca? Aveva accanto un secchiello con dei lattarini argentati di, massimo, cinque centimetri. Un particolare mi sfuggiva, quale pesce era così famelico da attaccarne un altro poco più piccolo di lui? In un retino porta pesci giacevano una quarantina di (mini) pesci serra. Due chiacchiere mi aprivano gli occhi sui cambiamenti che aveva subito la fauna ittica dei moletti.

SINTESI DI PIU' PESCATE... DI MEZZ'ESTATE


Con mare calmo, gli unici abitanti marini che popolavano le acque dei moletti, erano branchi di pesci serra e lui era felice di portare a casa un po’ di pesce dopo anni di digiuno. Anche i pescatori da fondo (per Peppe non esiste surf casting o beach ledgering) andavano nel fosso che era situato dietro i moli, per pescare alcune anguillette, da innescare con il cavetto d’acciaio e prendere i serra più grossi. E’ proprio vero che ciò che dispensa felicità ad alcuni causa dolore ad altri. Così io appassionato di pesca con la canna bolognese flessibile, galleggiante max 2 grammi, finali massimo 0,13, ami non più grandi del16, avrei dovuto cambiare tutto? Irrigidire la canna, montare un bella pallina piombata da 5 grammi, un finale 0,24 (con i dolci dentini dei pesci serra, anche se piccoli, bisogna usare questi diametri e rilegare l’amo ogni cinque pesci) cui legare un amo del 10 non è proprio nel mio DNA di pescatore. E poi fino all’anno scorso le anguillette servivano per pescare spigoloni da paura e non pesci serra. Preso atto, purtroppo, dell’ineluttabile realtà e lasciando ad altri, più competenti di me, il compito di instradare tecnicamente chi voglia insidiare tali pesci, sto cercando di prendere le contromisure del caso. Alcuni segnali positivi si stanno notando, ma sono ancora troppo labili per trarne delle conclusioni definitive. Comunque alcune considerazioni, per aiutare i nostalgici della pesca con la canna bolognese proverò a farle (prendetele con il beneficio d’inventario):


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