Ogni anno, a fine
estate, traccio un bilancio di medio termine della stagione
di pesca, sapendo che per me, come per tanti altri pescatori,
i mesi compresi tra giugno e settembre, sono quelli maggiormente
dedicati alla pratica del nostro sport.
Testo di Paolo
Simoni - foto di P. Simoni e A. Costanzo
nalizzo
i dati che, rigorosamente, mi
appunto dopo ogni uscita e li confronto con quelli degli
anni precedenti, cercando di trovare riscontri su luoghi,
montature, condizioni del mare e tipi di pesci catturati.
Questa psicosi, di cui ho già accennato in un precedente
articolo (i padelloni di marzo), mi permette, di solito,
di andare a botta sicura, consentendomi di scegliere le
postazioni di pesca migliori in ogni periodo dell’anno e,
soprattutto, di sapere in precedenza quale montatura usare.Il
bilancio di medio termine di quest’estate è veramente sconfortante
per la pesca con la canna bolognese ed il bigattino: in
più di dieci anni, non ho mai avuto un’estate così magra
in qualità e quantità di pesci.
VOLENTE
O NOLENTE LO DEVI CATTURARE
Molti dei posti
“che non tradiscono mai” si sono dimostrati dei
flop, le migliori montature ed i migliori finali sono stati
ignorati e, spesso, la propria lenza studiata nei minimi
particolari, galleggiante da 1 grammo, 0,10 morbido, morbido
lungo 3 metri, amino del 20 innescato con un solo bigattino
che fluttua, naturale, in mezzo alla pastura, è stata evitato
e scansato come un appestato, di manzoniana memoria, a Milano
nel 1600. In uno di questi tristi pomeriggi estivi osservavo
sconsolato il mio galleggiante immobile. Certo non era il
giorno ideale per pescare, mare piatto, scarsa corrente
ed una brezzetta che ostacolava il movimento del galleggiante.
Quei due moletti di una trentina di metri piantati sulla
sabbia, però, mi avevano offerto, quasi sempre, delle belle
soddisfazioni, anche con quelle condizioni di tempo. Niente,
proprio niente. Sbirciando in giro, annoiato, mi sono accorto
che Peppe, un pensionato del luogo che, tutti i giorni,
trascorreva il suo (abbondante) tempo libero sui moletti,
tirava su continuamente dei pescetti di quindici, venti
centimetri.