PESCA DALLA BARCA


Eccezionale anche la resa nei confronti dei pagelli, dei loro grintosi cugini prai, ma anche per le orate e dentici. I saraghi fasciati, presenti in gran numero sulle secche, ne sembrano quasi innamorati, tanto da rendere le eccezionali triplette, una gradita costante. Le esche possono essere le più varie: gamberi, pezzi di cefalopodi, vermi, cozze, paguri, sardine, cannolicchi, granchi, e chi più ne ha più ne provi…
La spiegazione di tutto questo sta nell’atteggiamento in acqua della nostra lenza.
Osservate con attenzione la posizione che assumono i braccioli in acqua di un comune e sofisticato terminale classico con tre ami a bandiera, qualunque sia l’accessorio di snodo da voi utilizzato.
In maniera più o meno significativa si intrecciano alla madre, o nella migliore delle ipotesi si avvicinano, creando una situazione anomala.

Perfetta integrazione con il fondo
Un jolly in acqua si presenta in maniera più naturale, quasi ad integrarsi con il fondo, e non sarà certo un piombo a creare disturbo… anzi. L’unica accortezza da avere, anche in caso di pesca con lenza mano, è quella di lasciare la possibilità al pesce di “filare” con l’esca tra le fauci.
Lenza un po’ in bando quindi , o tra le dita mantenendo l’archetto del mulinello aperto, pronti a cedere non appena avvertiremo qualche tocca importante.
Provare per credere!!!



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