Dalla girella si stacca il finale composto
da circa 100 - 150 centimetri di nylon super dello 0,25,
armato con amo Lion d'Or serie N° 1535 del numero 6-3. Come
esche funzionano bene l'arenicola, il bibi, il cannolicchio,
e perfino i bagattini. Queste montature vanno bene se l'azione
avviene da una scogliera artificiale, perché il fondale
antistante è quasi sempre sabbioso o anche misto a sabbia
e scoglio a partire da una trentina di metri dalla base
della diga. Se invece si pesca da una costa rocciosa sia
alta che bassa, per evitare incagli sul fondo sempre scoglioso
e rivestito di alghe, conviene diminuire il peso della zavorra
e usare piombi a oliva scorrevoli da 30-60 grammi che si
sganciano dal fondale più facilmente di quelli a sfera.
L'azione di pesca è semplice. Si lancia a fondo, si appoggia
la canna sopra uno scoglio, si mette il filo in leggera
tensione si apre la frizione del mulinello e si aspetta.
Quando si vede il cimino flettersi restando poi piegato
e si sente cantare la frizione, si prende la canna in mano
e si ferra con decisione. Prima della ferrata conviene serrare
la frizione e recuperare di forza, in modo da staccare subito
il pesce dal fondo dove potrebbe intanarsi. Il momento migliore
per tentare i saraghi con mare in scaduta o poco mosso,
è quello in mezzo fra la bassa e l'alta marea o fra l'alta
e la bassa, quando le acque in movimento provacano sul fondo
contrasti di luci e ombre che nascondono meglio l'insidia.
Cantiere
Navale Plastik via degli
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