Nei nostri mari vivono cinque specie di
saraghi : il sarago faraone o cervino (Diplodus cervinus),
il sarago maggiore (Diplodus sargus), il sarago fasciato
o testa nera (Diplodus vulgaris), il sarago pizzuto (Puntazzo
puntazzo) e il comune arago sparaglione (Diplodus annularis).
alla
primavera all'autunno inoltrato, queste specie popolano
i fondali a scoglio misto sabbia coperti da alghe o posidonie
in mare aperto, però si possono trovare anche nelle acque
che bagnano le coste rocciose alte e basse nonché scogliere
artificiali. Fanno eccezione il puntazzo e lo sparlotto
(sparagalione) i quali entrano anche nei porti e si tengono
vicino alle pareti verticali sommerse dei moli. Con mare
calmo, questi sparidi si avvicinano alla costa nelle ore
che vanno dal tramonto all'alba del giorno seguente.
I
CINQUE "CAMPIONI"
DEI NOSTRI MARI
Con mare poco mosso o in scaduta avanzata
invece, accostano anche durante il giorno. Per la pesca
al sarago si impiegano due sistemi diversi: o direttamente
a fondo con la lenza piombata, oppure vicino al fondo tenendo
la lenza sospesa da un galleggiante. Se si sceglie di pescare
a fondo, si deve usare una canna da lancio medio-pesate,
capace di lanciare dai 60 ai 120 grammi di piombo, e non
più lunga dei quattro metri. Infatti poiché si lancia sempre
dall'alto di una scogliera, una lunghezza maggiore servirebbe
soltanto a rendere più difficile il recupero del pesce allamato
al momento di guadinarlo. Come mulinelli si usano quelli
medio pesanti di una buona marca, i quali di solito son
ben protetti dalla salsedine. La bobina viene caricata con
un buon nylon dello 0,35 al termine del quale deve essere
infilato un piombo scorrevole a sfera o anche a cono da
60-80 grammi. Quest'ultimo viene fermato solamente al di
sotto da una girella doppia legata al termine del filo di
bobina, mentre un tubicino di plastica infilato fra piombo
e girella fungerà da salvando.