TRAINA


La traina con il vivo a primavera rappresenta sempre un'incognita, i pesci infatti, dopo i ritmi rallentati invernali si prodigano nei loro trofici risvegli cullati nelle loro attività dall'alternarsi delle variazioni barometriche e delle maree, ma mentre si tenta il prevedibile, capita... l'imprevedibile.


Testo di Domenico Craveli - foto di D. Craveli e R. Fanelli

La primavera solitamente coincide con l'entrata in attività sulle secche di colonie di dentici pronti a sferrare i loro temibili attacchi su lenze leggere adeguatamente innescate. Ma qualcosa di anomalo accade, la canna, solitamente l'esile e sensibile canna adatta allo sparide, si flette paurosamente, una fuga incontrollabile in picchiata verso il fondo accompagnata dal sibilo della frizione e lo schianto della lenza. Sbigottiti e impreparati si recupera e si guarda quel che rimane del terminale. Non ci sono dubbi: è lei. La ricciola.


IMPREVEDIBILMENTE
E INCREDIBILMENTE RICCIOLA
Proprio così, la più amata dai trainisti italiani in questo periodo ci degna di apparizioni tutt'altro che sporadiche prima della stagione degli amori; il suo istinto di predone la porta di nuovo sulle secche, abbandonando l'acqua libera ancora povera di minutaglia. Si tratta solitamente di medi-grossi esemplari, che rivedremo non prima dell'autunno, ben disposti ad abboccare a succulenti e carnosi bocconi.


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