La traina con il vivo a primavera rappresenta
sempre un'incognita, i pesci infatti, dopo i ritmi rallentati
invernali si prodigano nei loro trofici risvegli cullati
nelle loro attività dall'alternarsi delle variazioni barometriche
e delle maree, ma mentre si tenta il prevedibile, capita...
l'imprevedibile.
La primavera solitamente coincide con l'entrata
in attività sulle secche di colonie di dentici pronti a
sferrare i loro temibili attacchi su lenze leggere adeguatamente
innescate. Ma qualcosa di anomalo accade, la canna, solitamente
l'esile e sensibile canna adatta allo sparide, si flette
paurosamente, una fuga incontrollabile in picchiata verso
il fondo accompagnata dal sibilo della frizione e lo schianto
della lenza. Sbigottiti e impreparati si recupera e si guarda
quel che rimane del terminale. Non ci sono dubbi: è lei.
La ricciola.
IMPREVEDIBILMENTE
E INCREDIBILMENTE RICCIOLA
Proprio così, la più amata dai
trainisti italiani in questo periodo ci degna di apparizioni
tutt'altro che sporadiche prima della stagione degli amori;
il suo istinto di predone la porta di nuovo sulle secche,
abbandonando l'acqua libera ancora povera di minutaglia. Si
tratta solitamente di medi-grossi esemplari, che rivedremo
non prima dell'autunno, ben disposti ad abboccare
a succulenti e carnosi bocconi.