Allora invece che
a pesca andiamo al mercato ittico, risparmieremo
sicuramente tempo, forse anche
denaro. Ma siamo sulla nostra bella spiaggia, un buon mare
si presenta davanti a noi; le canne sono di circostanza
di quelle in grado di scagliare in acqua anche un poco aerodinamico
cono da 150 grammi. Giorno o notte
che sia state ceri che in qualche settore qualche pesce
in giro ci sarà. Andremo a cercarci un settore
ossia un tratto di spiaggia dove il frangersi delle onde
è più regolare. Se la mareggiata è ancora sostenuta, magari
un canalone ben segnalato da ampie anse che si formano sul
bagnasciuga. La presenza sulla linea di battigia
di gusci di vari bivalvi potrà essere un buon segnale.
Si inizia con il sondare il fondo per trovare sabbia già
ben rimescolata che potrà elargire quanto vive sotto la
sua coltre. Useremo il piombo minimo che riesca a tenere;
spesso una sfera da 130 o 150 grammi saranno utilizzabili
specie se abbinate a fili in bobina non troppo grossi, diciamo
circa dello 0.23. Importante anche lo shock leader, se grosso,
magari necessariamente, quei 7 o 8 metri di 0.60 potranno
complicarci la vita perché sarà proprio quel tratto di lenza
più grosso ad essere maggiormente investito dalla corrente
e trascinato via proprio per la maggior sezione che ovviamente
offrirà alla stessa maggiore superficie di contatto. Allora
un ottimo multifibra, a mio avviso il Fireline
della Berkley, potrà darci una mano a stare correttamente
in pesca. E sul Fireline non esagerate, quei
chili segnati sono reali e già lo 0,25 con i suoi 17 chili
spesso risulterà resistente quanto un nylon dello 0.60,
E non meravigliatevi troppo se i pesci usciranno a cortissima
distanza oppure tra nello spazio tra due frangenze.