SURFCASTING


Allora invece che a pesca andiamo al mercato ittico, risparmieremo sicuramente tempo, forse anche denaro. Ma siamo sulla nostra bella spiaggia, un buon mare si presenta davanti a noi; le canne sono di circostanza di quelle in grado di scagliare in acqua anche un poco aerodinamico cono da 150 grammi. Giorno o notte che sia state ceri che in qualche settore qualche pesce in giro ci sarà. Andremo a cercarci un settore ossia un tratto di spiaggia dove il frangersi delle onde è più regolare. Se la mareggiata è ancora sostenuta, magari un canalone ben segnalato da ampie anse che si formano sul bagnasciuga.
La presenza sulla linea di battigia di gusci di vari bivalvi potrà essere un buon segnale. Si inizia con il sondare il fondo per trovare sabbia già ben rimescolata che potrà elargire quanto vive sotto la sua coltre. Useremo il piombo minimo che riesca a tenere; spesso una sfera da 130 o 150 grammi saranno utilizzabili specie se abbinate a fili in bobina non troppo grossi, diciamo circa dello 0.23. Importante anche lo shock leader, se grosso, magari necessariamente, quei 7 o 8 metri di 0.60 potranno complicarci la vita perché sarà proprio quel tratto di lenza più grosso ad essere maggiormente investito dalla corrente e trascinato via proprio per la maggior sezione che ovviamente offrirà alla stessa maggiore superficie di contatto. Allora un ottimo multifibra, a mio avviso il Fireline della Berkley, potrà darci una mano a stare correttamente in pesca. E sul Fireline non esagerate, quei chili segnati sono reali e già lo 0,25 con i suoi 17 chili spesso risulterà resistente quanto un nylon dello 0.60, E non meravigliatevi troppo se i pesci usciranno a cortissima distanza oppure tra nello spazio tra due frangenze.

Per informazioni: Andrea Lia - Tel. e Fax 0187 778480
info@andrealia.it - www.andrealia.it

 


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