PESCA DA TERRA




Sfidando l'afa rovente dei pomeriggi d'agosto, sulla graticola d'una scogliera ingemmata di bagnanti, si può tenere duro ed ascoltare il canto della sirena dei mulinelli.

Testo di Massimo Cerino - foto di M. Cerino e A. Costanzo

episodio più divertente capitatomi durante le pescatine agostane (peraltro gracili come il manzoniano vaso di coccio tra i vasi di ferro o brevi e sofferte come gravidanze settimine) è stato il vedermi raggiungere sulla scogliera del lungomare da un mio amico che, in tutta fretta, prendeva postazione a quindici metri da me. La cosa non sarebbe notabile in sé, se non fosse per il fatto che, nel salutarmi passando di scoglio in scoglio alle mie spalle, egli non m'avesse onestamente confessato che fino ad un minuto prima era disteso sul letto, del tutto incline a scivolare verso quella pennichella che a molti viene spontaneo istituire tra le due e le cinque del pomeriggio; ma poi, avendo egli casa al pianterreno, proprio sul lungomare, un caratteristico sibilo era entrato dalla sua finestra, qualificandosi come il tipico slittare di frizione al mulinello: subito dopo, nel rianimarsi di tutta la persona, aveva detto a sé stesso " Questo è Massimo!" e, senza darsi neanche pena di verificare affacciandosi alla finestra, aveva infilato al volo sandali e maglietta, raccolto canna, guadino, gilet e bigattini per accorrere al "richiamo della foresta".

CHI DORME NON PRENDE... SPIGOLE


Effettivamente, proprio due minuti prima che egli mi raggiungesse, m'ero lavorato una spigolozza di mezzo chilo, e la cosa non era sfuggita all'udito di Gianni, così come il gemere lieve di un neonato desta la di lui mamma da qualunque sonno.
"Figlio"chiama, "mamma" accorre
Non ho mai conosciuto un pescatore sportivo di buon valore che non fosse assediato dal desiderio della cattura delle sue prede, che, fiutandone la presenza, non venisse meno, talora, al buonsenso comune, foss'anche quello che prescrive di trascorrere le ore più infuocate d'un pomeriggio agostano nella fresca penombra della camera da letto, anziché sui massi arroventati di una scogliera, per giunta folta di bagnanti che starnazzano, dopo ogni tuffo, sempre verso il tuo galleggiante; esseri, va detto, immuni da ogni sincope od anche colica addominale, che la ventrale temperatura dell'acqua proprio non riesce a far scoccare, ad onta d'ogni tuo auspicio.


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