Per chiudere
il cerchio resta l’ultimo problema, come portare
l’esca ad una novantina di metri dalla riva; lanciare, infatti,
una montatura del genere avrebbe il solo devastante effetto
di stordire in
modo irreversibile il pesce, trasformando la nostra tecnica
da pesca con il vivo a pesca con il morto. Il più usato è,
tuttora, l’umido metodo manuale, cioè bagnarsi e
trascinare a piedi, fin dove è possibile, la nostra
lenza (fortunatamente, come abbiamo detto, i mesi estivi sono
i migliore per questa pesca) mentre altri, specialmente
quando si è in più persone, si arrangiano con dei canottini
o barchette a remi. Le condizioni climatiche, però, ci potranno
dare un aiuto, infatti, come ben sanno i frequentatori notturni
delle spiagge tirreniche, verso mezzanotte, il ponente che
si era alzato nel pomeriggio cala, lasciando il posto ad un
vento che, rimanendo costante fino la mattina successiva,
soffia da terra verso il mare. A
questo punto si mette uno starlite dentro un palloncino gonfiato,
lo si sostituisce al piombo della lenza e si lascia il tutto
in mare. Il vento penserà al resto, portando lentamente ed
in modo naturale la nostra esca alla distanza desiderata.
Quando il serra starà per attaccare, gli ascensori, che del
resto non erano mai stati fermi, in quanto risentono dei movimenti
della nostra esca viva, cominceranno a ballare sempre più
nervosamente, fino a schizzare in aria. Sarà
quello il momento di dare la ferrata che, comunque,
non andrà mai anticipata troppo. Comincerà un estenuante braccio
di ferro contro un avversario che tenderà a spiccare salti
nell’acqua e lunghissimi traversoni; oltretutto saremo costretti
ad usare la frizione del mulinello il meno possibile, per
evitare che le possenti mascelle del pesce serra trancino
il cavetto d’acciaio. Per lo stesso motivo è essenziale essere
muniti di un robusto raffio e maneggiare con molta cautela
il pesce anche da morto; abbiamo visto cavetti d’acciaio da
50 libbre doppiati tranciati di netto e, non è stato piacevole,
immaginare cosa sarebbe successo se al loro posto ci fossero
state le nostre dita!!!
Per
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