Dopo aver valutato nel precedente articolo tutti i "contro"
degli "scontri" con il serra, vediamo adesso cosa
può regalarci la pesca da terra di questo formidabile
pomatomide.
Testo di Paolo
Simoni e Raffaele Matteo - Foto di A. Costanzo e Domenico
Craveli
è
sempre quel drammatico momento di pausa. Abbiamo
passato tutta la sera sulla spiaggia, sperando di vedere
muovere gli ascensori illuminati dalla luce dello starlite
che sta diventando sempre più fioco. Sono le tre di notte
ed il vento ha girato alle nostre spalle, spirando dalla
terra verso il mare, spianando completamento l’acqua e facendo
diminuire in modo drastico le nostre possibilità di qualche
buona cattura. Ci resta il solito amletico dubbio: continuare
o tornare a casa, questo è il problema.
I
VORACI "INVASORI"
VENUTI DAL SUD
C’era sempre quel
drammatico momento di pausa, fino a qualche anno
fa c’era; poi… i nostri mari si sono popolati di pesci serra
e, anche, in gran numero, al punto tale che sono ormai tanti
gli appassionati che, lungo le rive del Lazio e della Toscana,
praticano una tecnica di pesca selettiva, mirata esclusivamente
alla loro cattura. Diciamo subito
che le condizioni ideali per provare a pescare
qualche serra sono mare calmo acqua limpida e vento alle
spalle, esattamente il contrario di ciò cui eravamo abituati.
Con mare mosso ed acque impastate, infatti, la loro voracità
sembra diminuire drasticamente. L’attrezzatura deve essere,
chiaramente, dimensionata alla lotta contro un avversario
che ci sembrerà spesso imbattibile, e, in ogni caso, farà
tutto il possibile, e spesso anche l’impossibile, per liberarsi
dalla nostra esca. Canna “ignorante” e mulinello caricato,
come minimo, con uno 0,45, sono obbligatori per avere qualche
speranza di vincere la dura lotta che ci attende.