A volte la traina classica così come la intendiamo non
funziona. Ciò non toglie che gli appassionati rinuncino
a questa esaltante tecnica. Vediamo allora come applicare
una variante che si presenta a metà strada tra la traina
e la pesca da fermi.
Testo di C.
Neri - foto di A. Costanzo - D. Craveli
ell’universo
della pesca sportiva, ci sono delle varianti
e delle situazioni in cui il confine tra le diverse tecniche
è talmente sottile da non poter trovare un appellativo
idoneo a differenziarle. La traina prevede la barca in
movimento, il bolentino s’intende prevalentemente con
la barca ancorata, ed il light drifting può essere effettuato
sia con la barca all’ancora che in scarroccio. La
novità è un misto fra queste tre discipline,
ed è in grado di soddisfare sia le esigenze della traina,
che quelle del bolentino, ed è valida per insidiare sia
i predatori come ricciole, dentici,
serra eccetera, che i grufolatori come orate, saraghi
e pagelli.
ATTREZZATURA
LEGGERA PER "PESANTI"
SORPRESE
Come fare?
Semplice, basta portare le esche sul fondo e proporle
in lento movimento da noi prodotto. Vista la tecnica e le prede insidiate
è necessario usare attrezzatura che permetta grande sensibilità,
sia per avvertire le toccate del pesce, sia per portare
le esche sul fondo senza eccessiva zavorra.
Si possono utilizzare canne da traina o da bolentino in
carbonio, con mulinelli rotanti e a tamburo fisso.
Per quelle da traina, è consigliabile non salire oltre
le 12 lbs. Per avere maggior
sensibilità occorre usare il multifibra nei libbraggi
da 12 e 20 libbre (0,18/0,25 ).
Il calamento sarà il classico per l’uso del piombo guardiano
e delle esche vive costruito con materiali leggeri. Al
filo o multifibra in bobina si fissa una girella con moschettone
da 30 lbs che scorra senza intoppi negli anelli della
canna; al moschettone si collega il terminale di diametro
non inferiore allo 0,40 lungo
8 - 10.