In pesca
Se innescato correttamente il bigattino resta vitale, sott’acqua
anche per venti minuti, a patto che non
subisca attacchi da parte dei pesci. Ciò non vuol dire che
bisognerà attendere tanto, se nulla accade prima. Il
binomio bolognese/bigattino richiede un’azione di
pesca dinamica ed attenta; controllare spesso lo stato dell’innesco
è necessario, quindi, anche per sapere di eventuali attacchi
non sfociati in ingaggio e quindi non segnalati dal galleggiante.
Il caso è frequente, segnatamente quando si pesca col finale
molto lungo. Può darsi che, mentre “sopra” tutto tace, “sotto”
il bigattino sia stato morso, o ingoiato e subito risputato,
finanche da una spigola, di istruzione universitaria, beninteso.
Al controllo visivo ravvicinato si possono scoprire i segni
di questi attacchi ed in tal caso bisogna , ovviamente,
sostituire l’innesco. Dopo due
pesci, anche piccoli, che vengono allamati, l’amo perde
l’affilatura della punta, e non riesce più a penetrare l’epidermide
della larva con faciltà, lasciandola pienamente vitale.
È il segno che bisogna sostituirlo. Così come il bigattino
va sostituito senza esitare dopo una ferrata andata a vuoto,
poiché, per mia esperienza, la spigola non attaccherà di
nuovo lo stesso bigattino: ne vuole un altro, e noi glielo
daremo, siamo qui per questo, diamine.