PESCA DA TERRA


L’innesco
Non si creda che pescare col bigattino voglia dire solo utilizzare il medesimo come esca. Al contrario vuol dire, in realtà, adottare attrezzature, tecniche e strategie delle quali il vermetto in sé è solo un elemento, quello che sta più in basso. Per quanto concerne le attrezzature, pescando col galleggiante, occorre canna ad azione medio rigida, piombatura lieve, finale lungo e sottile. La tecnica di pesca deve mirare a condurre l’innesco al centro della pasturazione ed in sincronia con questa. La strategia da adottare deve privilegiare le giuste condizioni ambientali, avvalendosi dell’intuito per la ricerca delle prede. La pasturazione con fiondata di bigattini, infatti, non ha potere di richiamo, se non a breve raggio od in situazioni particolari di corrente, ma svolge solo un effimero potere eccitante sui pesci presenti, questo secondo l’attuale esperienza di chi scrive. La spigola che sta facendo scomparire nelle sue fauci i bigattini che punteggiano il volume d’acqua nel quale sta nuotando avanti e indietro, poco si curerà se uno dei bigattini le appare (inevitabilmente) un po’ diverso: se lo risucchia in bocca insieme all’amo ed il gioco è fatto. Non mi stancherò mai di ripetere che l’amo deve essere piccolo; si prendono i pesci innescando tre, due od un bigattino soltanto.

PASTURARE, PASTURARE, PASTURARE OGNI CINQUE MINUTI


La pasturazione
In dieci giorni di vacanza, e diciamo quaranta ore di pesca, m’è venuta una vescichetta sul polpastrello del pollice sinistro e, sull’altra mano, qualche livido alle nocche di medio ed anulare: rendo l’idea? Pochi bigattini scagliati con precisione sullo zenit dell’amo (non del galleggiante) ogni cinque minuti. Spigole, saraghi, occhiate, pesci stella e financo salpe gradiranno l’invito. L’ideale è pescare in assenza di corrente, di modo che un volume d’acqua circoscritto si punteggi di bocconcini che calano lentamente verso il fondo. Ai pesci dovrà sembrare che piova manna dal cielo. La situazione più favorevole in tal senso si verifica nelle acque interne di un porto, ma si può averla anche in scogliera. Ho calcolato che con acqua ferma, il bigattino libero affonda di un metro ogni trenta secondi circa. Col mare un po’ “arricciato", invece, la pasturazione perde buona parte della sua efficacia, poiché la corrente ed il moto ondoso disperdono molto velocemente la “fiondata”. In questo caso si deve confidare sull’incontro diretto tra pesce ed innesco, magari rimpinguando quest’ultimo. Pescando a cefali su fondale piatto, invece, l’ideale è farcire di bigatti pallette di sfarinato, avendo cura di comprimerle bene con le mani inumidite.


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