Il lancio verticale
è il lancio classico: svolgete una decina
di metri di coda e ponetela ai vostri piedi,
se siete destri, disponetevi con la gamba
sinistra un po' più in avanti rispetto all'altra,
la canna correttamente impugnata è fatta oscillare
dal basso verso l'alto con un movimento non
molto veloce, ma continuo e deciso fino a
raggiungere la posizione
verticale nella
quale verrà
stoppata per una frazione di secondo necessaria
a far distendere all'indietro la coda. A questo
punto dopo la brevissima pausa, tutto l'avambraccio
compie l'azione opposta e si riporta
con progressione in avanti lasciando che la
coda si distenda. Fondamentale è che in tutta
l'operazione il polso della mano che impugna
la canna sia rimasto rigido come se fosse ingessato
all'avambraccio. All'estremità della coda lasciate
un finale di un paio di metri di lenza dello
0,40 con legato un fiocco di lana che vi fornirà
visivamente l'indicazione sia dei movimenti
della coda, sia della distanza e precisione
a cui arrivate.
Regola vuole che in acqua si posi prima la
mosca artificiale quindi il finale di nylon
e poi la coda di topo. Anche la mano sinistra
ha un ruolo affatto secondario in tutta l'operazione.
Mentre la mano e il braccio destro (se siete
destri ovviamente) manovrano la canna, la
mano sinistra controlla la coda. La mano sinistra
mentre l'avambraccio alza la canna e la porta
in posizione verticale, ritrae leggermente
verso il basso la coda per aumentare il "caricamento"
della stessa sulla canna. Operazione inversa
di rilascio della coda si eseguirà al momento
dell'azione di spinta in avanti della canna.