Per poter
affrontare qualsiasi tipo di mare, da quello liscio come
l’olio in cui il pascolo di mormore ma talvolta di orate
è molto esterno, a quello in cui un po’ di ordine tra le
onde lo vediamo lì a 100 - 120 metri dobbiamo essere in
possesso di strumenti che ci consentano buone performance
di lancio e quindi attrezzi adeguati ma tecnica adeguata
agli stessi.
na
canna da surf la immagino come una molla in acciaio;
per azzerarla è necessario una certa forza, se non ci arriviamo
la spinta di ritorno sarà proporzionata alla compressione
che avremo applicato alla molla; ciò significa anche che
una canna che si carica con poca forza ci restituirà una
spinta spesso di scarsa potenza. Per
caricare canne molto rigide e quindi in grado
teoricamente di restituirci molta potenza, siamo costretti
a ricorrere a degli artifici, infatti se al nostro piombo
faremo percorrere delle traiettorie più lunghe di quelle
contemplate da un normale side, la canna avrà modo e tempo
di caricarsi completamente e quindi di restituirci potenza
in termini di distanza.
GROUND
CAST PER RAGGIUNGERE
L'IMPOSSIBILE
I lanci che ci consentono di raggiungere tali
obiettivi sono sostanzialmente due ovvero
il pendulum cast ed il ground cast. Ma mentre
per effettuare il pendolare saranno necessarie canne dedicate
dette a ripartizione di sezione, poi ne parleremo, per il
ground andrà bene anche una parabolica molto rigida e potente
ricordando che il cuore della canna sta nel manico per cui
generalmente le canne adatte a tale stile di lancio avranno
un pedone non solo rigido ma abbastanza lungo.
Chi ama la canna da stivare nel bagagliaio dell’auto
viaggia in pantofole e certe distanze difficilmente le otterrà.
Ma serve il lancio lungo? Non sempre.