Un bravo pescatore riesce quasi
sempre a riconoscere prima di vederlo quale pesce ha catturato,
sia che si trovi con la canna in mano sopra lo scoglio di
una costa rocciosa, sia sulla battigia di una spiaggia,
che in mare aperto a bordo di un' imbarcazione.
Testo di Alberto Marchi - foto di A. Marchi e D. Craveli
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specie ittica, quando si sente presa all'amo
reagisce in maniera particolare è facilmente identificabile
da chi possiede un minimo bagaglio di esperienza. Inoltre
può prevedere di quali prede riempirà il cestino, perchè
in genere non si va a pescare sperando
di prendere quello che capita, bensì di insidiare
un ben determinato pesce. Così quando dalla costa si pratica
la pesca alle occhiate, alle spigole,
alle orate, ai cefali ecc., oppure quando si
pesca a bolentino o si traina in mare aperto, si sa in anticipo
che cosa riusciremo aprendere, a seconda del fondale sul
quale si calano le lenze. Malgrado ciò, ogni tecnica di
pesca può sempre riservare delle gradite sorprese.
FARE
DELLA CASUALITA' UNA
REGOLA
Tanto per fare qualche esempio, può succedere
che durante il recupero di un'occhiata,
una grossa spigola addenti il pesce allamato e venga recuperata
assieme a questo. E' bene dire che il più delle
volte, sentendosi tirata di prepotenza verso la riva, la
spigola apre la bocca, sputa la preda e se ne va libera
come l'aria. Qualche volta però, se ha già ingoiato l'occhiata,
con un accorto recupero si riesce a portarla fino dentro
le maglie del guadino.