L'utilizzo di un solo amo è dovuto all’esigenza
di evitare il più possibile le afferrature con il fondale.
Importante avere a disposizione più terminali con piombatura
differenziata
ed ami di varia misura.
La grammatura della zavorra sarà scelta in relazione al
terminale, il quale -per i problemi di incaglio sopra citati-
dovrà stare il più fermo possibile sul fondo.
A tal scopo è importante iniziare con pesi minimi (15/20
grammi) ed aumentare in caso di movimento consistente del
mare o in presenza di pesca in buche particolarmente profonde.
Le esche da impiegare sono varie: tutti i vermi di mare,
la sarda ed il granchio per prede di stazza; buone anche
la polpa del gambero ed il cannolicchio.
E’ importante anche la pasturazione da effettuarsi con prodotti
classici acquistabili in negozio e da immettere in mare
a piccole dosi.
EVITANDO
GLI INCAGLI GARANZIA
DI SUCCESSO
La pesca a lancio
La pesca a lancio su fondali rocciosi è forse la tecnica
più difficile da praticare a causa della conformazione geologica
tipica del territorio marino in questione che non si presenta
quasi mai piatto e unito, bensì con crepacci, fessure
eccetera. Tutto ciò causa soventi incagli del piombo
terminale e degli ami posizionati nella parte superiore
della lenza. Spesso questi problemi vengono meno quando
il pesce si allama e tende, fuggendo, a sollevare tutto
il terminale, piombo compreso.
Il finale con piombo a perdere descritto per la pesca di
fondo classica potrà essere impiegato anche per questa tecnica,
con risultati discreti.
Una valida alternativa prevede l'utilizzo
dei piombi di plastica a "ballerina" che pescando in verticale,
riducono al minimo il rischio di incaglio. Con la pesca
a lancio su fondali genericamente poco battuti come quelli
rocciosi, possiamo insidiare una varietà maggiore di pesci
rispetto agli altri sistemi; i saraghi anche di taglia,
ad esempio, rimangono le incontrastate prede di grande qualità. Le esche da impiegare sono in genere
i vermi come il muriddu e l’americano. Da non
sottovalutare il tocchetto di sarda, il cannolicchio e,
per i più ottimisti, il paguro.