Spesso i rapporti tra padre e figlio, specialmente nell’età
adolescenziale, sono segnati da un rapporto di sana competizione,
in cui i giovani cercano di superare il genitore, che invece
tenta di rimandare il sorpasso (la decadenza?) a data da
destinarsi.
Testo di Paolo
Simoni - foto di Stefano Cafasso e Bianca Maria Alcini
ra,
se in alcuni casi, il tempo emette la sua sentenza in modo
inappellabile (provate a giocare una partita a calcetto
o ad andare a correre con vostro figlio quando, a quattordici
anni, è alto m.1,85 e pesa kg 60 mentre le vostre dimensioni
sono m.1,70 per kg 80), in altri casi, e la pesca rientra
a pieno titolo in questa categoria, la vostra esperienza
e la vostra maturità dovrebbero giocare un ruolo decisivo
per riaffermare la vostra superiorità. O, perlomeno, lo
sperate. La storia che sto per raccontarvi, rientra
in questo scenario.
PADRE,
FIGLIO E AMICI FRATERNI
Paolo(il padre): pescatore di discreta fama, conosciuto
come “il viterbese”, a causa della sua provenienza, nella
zona di Santa Marinella o semplicemente come Paolo a Pescia
Romana, luoghi da lui maggiormente frequentati per esplicare
la propria passione. Maniaco della pesca con la canna
bolognese, il 3 novembre 2002 aveva siglato uno strike
con una spigola di kg 1,500 con un finale 0,12 ed un amo
18.
Mario (il figlio): giovane
arrembante che già durante l’estate aveva fornito buona
prova di sé, pescando cefali di buone dimensioni con la
canna da punta e la pasta e qualche bel sarago.
Provava quella mattina una canna bolognese nuova di m.5,00
avuta in regalo per Natale.
Claudio:
da qualche anno fedele compagno di pesca di Paolo che
lo ritiene quanto di meglio si possa trovare per condividere
la propria passione. Claudio ha molti pregi, tra cui spicca
la qualità di catturare sempre qualche preda in meno dell’amico,
ma essendo un poeta-filosofo innamorato del mare, continua
a perseverare nella frequentazione, nonostante qualche
presa in giro che è costretto a sopportare.
Stefano:
silenzioso fratello di Claudio è la seconda volta che
frequenta la compagnia. Ancora alle prime esperienze,
mostra buone doti che lo porteranno entro breve a buoni
risultati. E’ anche l’autore delle foto di quest’articolo
essendosi, con inaspettato intuito, portato la macchina
digitale. (Grazie dell’idea Stefano! Porterò sempre con
me, in futuro, qualche attrezzo di scarso valore per testimoniare
eventuali imprese.)