La cattura di ricciole di grande mole sta
diventando un evento sempre più occasionale. Ma noi che
siamo abituati alla competizione, cercheremo di individuare
insieme quale può essere la strategia per insidiare proprio
loro: le campionesse di taglia XXL.
uando
è iniziata la pratica della traina con il vivo, gli standard
erano ben diversi da quelli attuali ad iniziare dalle attrezzarure,
assai meno sofisticate, fino ad arrivare alle esche che
si limitavano alle aguglie d’estate ed ai calamari d’inverno.
In compenso di ricciole ce ne erano tante e grandi. La battuta
di pesca poteva essere impostata anche intorno alle secche
poco profonde, oppure lungo le coste rocciose con forti
correnti e notevoli dislivelli di fondale, nel periodo giusto,
c’erano buone possibilità di incontrare le grandi ricciole
in caccia anche in acque poco profonde o di trovarle in
branco, sotto le cigliate di una secca, facili bersaglio
di un aguglia viva guizzante presentata loro con dovizia.
Ma questi tempi sono passati e le ricciole hanno cambiato
abitudini, stagionalità e soprattutto -“grazie” alla pesca
indiscriminata dei professionisti - non è più possibile
trovarle in fitti banchi. Il continuo prelievo di esemplari
adulti da parte delle reti di circuizione, ha gradatamente
portato ad una riduzione della taglia media di questi pesci,
ridimensionando le catture effettuabili a traina.
VECCHIE ESPERIENZE E
NUOVE SOLUZIONI DI PESCA
C’è poi da aggiungere che le ricciole piccole
sono molto più veloci di quelle grandi e di conseguenza
sono più rapide nell’aggredire l’esca. Per poter dunque
tentare la cattura di esemplari di taglia, occorre agire
con oculatezza. Prenderemo in esame la traina con il piombo
guardiano e con l’affondatore, in considerazione del fatto
che affonderemo le esche fino a profondità notevoli. Le
regole della traina con il vivo, si basavano sull'innesco
dell’aguglia portata quanto più vicina possibile al fondo.