PESCA DA TERRA




Sabato sera, una terrazza, cena con gli amici, vino abbondante, arriviamo alle due di notte. Il brusio proveniente dal mare, il sudore provocato dall’aria umida, sono segnali inconfondibili. “Domani sarà buono.”

Testo di Paolo Simoni - Foto Archivio Pesca e Nautica

infilo nel letto alle tre e predispongo la sveglia del cellulare alle quattro e mezzo. Ore 6,30 mi sveglio improvvisamente, ancora annebbiato dai bagordi della sera precedente. Quando arrivo al mare mi rendo conto che tutte le postazioni sono straripanti di pescatori. Cammino lungo la scogliera. Niente da fare è tutto pieno. Il grande raccordo anulare delle canne da pesca nel momento di massimo traffico. Sconsolato, mi volto per tornare a casa ed il mio sguardo cade su un sasso piatto, libero, arretrato di 50 metri rispetto alla scogliera. Gioco-forza comincio a pescare là. Ci saranno quaranta centimetri d’acqua. Sono le sette. Ore 8,30 chiudo la canna per lasciare, giustamente, spazio ai primi bagnanti, che guardano incuriositi dentro il mio secchio: contiene un cefalo, tre spigole ed un sarago; pesano tutti più di mezzo chilo. Un caso? Un episodio? Tutta l’estate, l’autunno e l’inverno, sia mio figlio sia io, le migliori prede le abbiamo prese pescando in pochi centimetri d’acqua. Certo bisogna avere delle piccole attenzioni curando tre aspetti che s’intersecano in modo indivisibile tra loro: scelta del luogo, attrezzatura e montatura.

SCELTA DEL LUOGO, SPUMA BIANCA E ASSENZA DI POSIDONIE

Ci sono dei posti, quando il mare è mosso, dove l’onda sbatte e, tornando indietro, crea un fenomeno di risacca. Proprio da quella risacca, spesso, parte un filo di corrente che trasporterà, lentamente, il galleggiante e, soprattutto, la pastura. Questa corrente non è detto che debba necessariamente andare verso largo, potrebbe anche essere laterale ed andare a confluire in una vena principale. Le nostre attenzioni di pescatori saranno rivolte proprio a quelle sacche di mare. Per riconoscerle più facilmente, basta individuare le zone dove si forma la spuma bianca e dove non vedremo galleggiare posidonie, alghe varie e pezzi di plastica. In ogni caso, l’elemento fondamentale da tenere presente sarà la mobilità del nostro galleggiante, perché, qualora rimanesse come una zattera di naufraghi sballottata in modo scomposto dalla violenza del mare, le nostre possibilità di cattura si ridurrebbero drasticamente.


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