TRAINA



A volte, per una serie di combinazioni e fattori misteriosi, nascono delle persone che riescono ad avere quello spunto o quel modo di agire in più che li differenzia dalla gente comune. Noi di Pesca e Nautica abbiamo avuto la fortuna di effettuare una battuta di pesca con uno di loro, cercando di recepire alcuni dei suoi insegnamenti in modo da poterli trasmettere a tutti voi…

Testo di Marco Trivella - Foto di Mauro Donati

uel viso scolpito e vissuto come le rocce modellate dalle onde, quell’espressione serena e giovale che solo un tramonto goduto in mezzo al mare riesce a regalarci, ma soprattutto quel suo istinto naturale che riesce a fargli intuire il momento propizio per calare una canna, sono caratteristiche che si trasformano in emozioni che si vivono conoscendo una persona come Mauro Donati. Il suo nome a molti di voi non risulterà noto ma, quando viene citato nella mia zona, a lui si abbina una tecnica di pesca, che lo ha reso celebre tra i pescatori: la traina. La sua esperienza ormai ha raggiunto dei livelli tali da fargli decidere, semplicemente buttando un occhio alle condizioni meteo-marine, se vale la pena o meno di uscire in mare per tentare la cattura di qualche predatore degno di nota.
Mauro Donati è un grande conoscitore della traina soprattutto destinata alla ricerca dei grandi predatori del mediterraneo come lecce e ricciole le quali riescono sempre ad appagarlo sia dal punto di vista del combattimento, sia da quello personale.

PRIMA FASE REPERIRE L’ESCA E MANTENERLA VIVA



Ma andiamo insieme a rivivere quelle sensazioni che si riescono a provare solo con un grande esperto del mare. Prima di illustrare le varie tecniche adottate dal campione, mi preme sottolineare il fatto che per avere successo con i grandi predatori, come lui stesso più volte ci ha detto, niente deve essere lasciato al caso, poiché quella piccola disattenzione o superficialità potrà essere fatale durante la battuta. Una volta usciti dal porto subito ci siamo recati nei pressi di una scogliera naturale dove abbiamo iniziato ad effettuare una traina con attrezzature molto leggere mirata alla cattura di qualche pesce/esca da poter innescare vivo. Come è facilmente intuibile il nostro amico afferma che per avere delle ottime possibilità di successo con i grandi predatori, bisogna stimolare la loro indole aggressiva nella maniera più naturale possibile e come sappiamo non c’è niente di meglio che innescare una bella aguglia o occhiata un in perfette condizioni vitali. Per tentare la cattura di questi pesci Mauro preferisce trainare dei bigattini innescati su un amo del numero 10 a gambo lungo montato su un terminale dello 0,16. Una volta calata l’insidia e distanziata di almeno trenta metri dall’imbarcazione, si procede ad un’andatura di circa tre nodi.


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