A volte, per una serie di combinazioni e fattori misteriosi,
nascono delle persone che riescono ad avere quello spunto
o quel modo di agire in più che li differenzia dalla
gente comune. Noi di Pesca e Nautica abbiamo avuto la fortuna
di effettuare una battuta di pesca con uno di loro, cercando
di recepire alcuni dei suoi insegnamenti in modo da poterli
trasmettere a tutti voi…
uel
viso scolpito e vissuto come le rocce modellate dalle onde,
quell’espressione serena e giovale che solo un tramonto
goduto in mezzo al mare riesce a regalarci, ma soprattutto
quel suo istinto naturale che riesce a fargli intuire il
momento propizio per calare una canna, sono caratteristiche
che si trasformano in emozioni che si vivono conoscendo
una persona come Mauro Donati. Il suo nome a molti di voi
non risulterà noto ma, quando viene citato nella mia zona,
a lui si abbina una tecnica di pesca, che lo ha reso celebre
tra i pescatori: la traina. La sua esperienza ormai ha raggiunto
dei livelli tali da fargli decidere, semplicemente buttando
un occhio alle condizioni meteo-marine, se vale la pena
o meno di uscire in mare per tentare la cattura di qualche
predatore degno di nota.
Mauro Donati è un grande conoscitore della traina soprattutto
destinata alla ricerca dei grandi predatori del mediterraneo
come lecce e ricciole le quali riescono sempre ad appagarlo
sia dal punto di vista del combattimento, sia da quello
personale.
PRIMA FASE REPERIRE
L’ESCA E MANTENERLA VIVA
Ma andiamo insieme a rivivere quelle sensazioni
che si riescono a provare solo con un grande esperto del
mare. Prima di illustrare le varie tecniche adottate dal
campione, mi preme sottolineare il fatto che per avere successo
con i grandi predatori, come lui stesso più volte ci ha
detto, niente deve essere lasciato al caso, poiché quella
piccola disattenzione o superficialità potrà essere fatale
durante la battuta. Una volta usciti dal porto subito ci
siamo recati nei pressi di una scogliera naturale dove abbiamo
iniziato ad effettuare una traina con attrezzature molto
leggere mirata alla cattura di qualche pesce/esca da poter
innescare vivo. Come è facilmente intuibile il nostro amico
afferma che per avere delle ottime possibilità di successo
con i grandi predatori, bisogna stimolare la loro indole
aggressiva nella maniera più naturale possibile e come sappiamo
non c’è niente di meglio che innescare una bella aguglia
o occhiata un in perfette condizioni vitali. Per tentare
la cattura di questi pesci Mauro preferisce trainare dei
bigattini innescati su un amo del numero 10 a gambo lungo
montato su un terminale dello 0,16. Una volta calata l’insidia
e distanziata di almeno trenta metri dall’imbarcazione,
si procede ad un’andatura di circa tre nodi.