Allora
non è il peso del piombo usato, la durezza
della canna, le distanze che otteniamo a farci provetti
surfcaster
ma il senso dell’acqua che ci fa intuire di dover
lanciare la nostra sarda intera senza alcun piombo
nell’unica zona di rimescolamento posta a pochi metri.
Ne vedrete le sorprese! Sarà il nostro intuito, la
nostra memoria di quanto è già avvenuto che ci porterà
in pieno giorno con alta pressione e mare in scaduta
a cercare orate anche a fine inverno, prima dei caldi
tipici per la cattura dello sparide. E sarà il nostro
orologio mentale che ci scandirà i tempi per la cattura
delle spigole sia di giorno che di notte, ricordando
il posto, il tipo di vento, la relazione pesci - marea.
E non sarà certamente la canna all’ultimo grido che
ci consentirà la cattura ma la fiducia che riponiamo
nei nostri attrezzi, nella loro capacità di assecondare
i nostri gesti, di permetterci di memorizzare gesti
e distanze anche quando il buio pesto non ci lascia
controllare più niente. E
tanto è cambiato dai tempi del surf pionieristico.
Il panorama di pesci catturabili si è allargato a
dismisura, i periodi stessi (si diceva che il surf
andava praticato da ottobre a marzo) coincidono ormai
con l’intero anno. Ogni mareggiata può essere
quella buona, ogni piatta, anche a gennaio, può essere
foriera di mormore, ogni spiaggia profonda può essere
la palastra per la pesca con teleferica e vivo.
I PROTAGONISTI DELL'ARTICOLO
Nelle foto che vi
presentiamo abbiamo voluto utilizzare tre luoghi
geograficamente distanti. Gaetano Savoca, uno
degli agonisti siciliani più quotati, ci mostra
una rana pescatrice pescata dalla spiaggia di
Letoianni innescando sardina.
Pasquale Barnabà è a Nova Siri in Basilicata e
finito il periodo di lecce e lampughe si dedica
al surf notturno alla ricerca di spigole che non
si lasciano troppo pregare. Nella terza foto è
Mario Salemme, anch’egli agonista, che lasciato
da parte terminali per boghe e mormore, in un
anticipo di primavera si reca su di una spiaggia
del basso Lazio alla ricerca di orate che non
mancheranno.
In seguito vi mostreremo pesci che nemmeno annoveriamo
tra quelli da surf pescati nelle più diverse località…
per dirvi che il nostro è un mondo senza confini
e che ecletticità e flessibilità possono essere
il primo elemento per vincere un po’ di felicità.