SURFCASTING


Dopo il primo nostro scritto che ha voluto riportare indietro con la memoria cosa si voleva intendere con il termine surf casting, è necessario che ci diamo insieme delle coordinate che ci consentano una maggiore comprensione.

Testo e foto di Mimmo Marfé

otremmo dire “Paese che vai surf casting che trovi”. Se siete stati attenti lettori di quanto è stato nella nostra sfera di interessi pubblicato sui vari campionati del mondo di specialità, vi renderete conto che si passa dalle prove effettuate dalle dighe esterne di qualche porto -campionato del mondo in Spagna- o da dighe di cemento -Belgio- o di una prova dirottata all’interno di una grossa foce fluviale in Portagallo. E sapete in Portogallo quali sono stati spesso i pesci vincenti? Parliamo di oceano, sia ben chiaro, ma i pesci sono stati muggini e mormore. E probabilmente in Francia storcerebbero un po’ il naso per il divieto imposto dal regolamento internazionale per l’uso di artificiali magari siliconici.. e così di seguito. Allora noi intenderemo per surf casting tutta la pesca a fondo praticata da una riva sabbiosa escludendo sofismi tipo beach ledgering o cose simili.

PRONTI AD AFFONTARE QUALSIASI SITUAZIONE

Il surf potrà essere praticato con diverse classi di attrezzi, rivolta a pesci di taglia molto differente a mare completamente piatto o durante la mareggiata perfetta; del resto per analogia non è forse traina quella ai tonni o ai marlin ma anche quella ad occhiate e sugarelli? Allora smettiamolo di dividere i frequentatori della spiaggia in “veri surfcaster” e “beachettari”. A mio parere , al di là delle scelte personali non c’è una disciplina, una condizione che dia maggiore dignità… anzi credo che dovremmo essere preparati a saper affrontare qualsiasi situazione impostando la battuta su ciò che il mare in quel momento può elargire e non su quanto noi vorremmo fosse disponibile all’abboccata. Avete mai provato la libidine di una mormora magari da 3 o 4 etti catturata su una superlight con filo in bobina del 14, finale del 12 e piombetto da 30 grammi? Nel recupero avvertirete ogni movimento, ogni pulsazione del pesciotto cosa che una canna più potente avrebbe trasformato in un sordo e scontato recupero. Ma ciò non sminuisce magari quell’unico pesce strappato al mare proprio nei pressi della prateria di posidonia posta a 150, 160 metri. E noi con la nostra cocciutaggine, con muscoli e testa a far pendolare quel piombo affinché depositi la nostra esca a distanze spesso solo nominati ma tostissime da raggiungere. O ancora quante volte la nostra stessa RIP ha lavorato a soli 10 metri proprio nel cavo di risacca ad insidiare la grossa spigola di passaggio.


  NEXT PAGE

TECNICHE DI PESCA  
Pesca da terra  
Pesca dalla barca  
Traina  
Big game  
Subacquea  
Pesca a mosca  
Aziende informano  
     
  ISCRIVITI