I mesi estivi coincidono solitamente con l'abbandono dell'immediato
sottocosta delle ricciole giganti che incontreremo nuovamente
a settembre dopo gli amori. Ma il carangide è ugualmente
presente in un buon numero con esemplari di taglia minore,
che per potenza, grinta e aggressività sapranno regalarci
emozioni al pari dei pesi massimi.
e
ricciole di media taglia sono ormai
la preda dell’estate per eccellenza. Pur soffrendo molto
le rete a circuizione che ne hanno decimato i banchi, le
possibilità di effettuare belle catture non mancano.
Spavalde e irruenti, in questo periodo scorazzano sottocosta
a spese di novellame e piccoli pesci, le loro dieta spazia
dai clupeidi come sardine e alacce, ai sugarelli e agli
sgombri, non risparmiando incursioni velocissime ed efficaci
in poche spanne d’acqua a spese di aguglie e cefali, che
spesso per sfuggire alla loro fauci finiscono inesorabilmente
in secca.
DUE STADI,
DUE TECNICHE… ADRENALINA
PURA IN CANNA
Se la taglia media
lascia supporre che siano delle prede facili,
dovremo ricrederci appena un esemplare rimarrà vittima dei
nostri inganni. A meno di un’attrezzatura sproporzionata,
e non sarà facile farle abboccare a lenze di diametro sostenuto,
il combattimento sarà emozionante ed impegnativo anche per
un pescatore esperto. Una ricciola tra i 7 ed i 15 chilogrammi
è nel pieno del suo vigore fisico, e l’inesperienza la porterà
a sfoderare in maniera scomposta e imprevedibile tutta la
sua forza. Chi ha avuto la fortuna di confrontarsi anche
con esemplari più grandi potrà constatare che le difficoltà
non diminuiscono con il peso.