TRAINA




I mesi estivi coincidono solitamente con l'abbandono dell'immediato sottocosta delle ricciole giganti che incontreremo nuovamente a settembre dopo gli amori. Ma il carangide è ugualmente presente in un buon numero con esemplari di taglia minore, che per potenza, grinta e aggressività sapranno regalarci emozioni al pari dei pesi massimi.

Testo di Domenico Craveli - foto di M. Pastacaldi e D. Craveli

e ricciole di media taglia sono ormai la preda dell’estate per eccellenza. Pur soffrendo molto le rete a circuizione che ne hanno decimato i banchi, le possibilità di effettuare belle catture non mancano.
Spavalde e irruenti, in questo periodo scorazzano sottocosta a spese di novellame e piccoli pesci, le loro dieta spazia dai clupeidi come sardine e alacce, ai sugarelli e agli sgombri, non risparmiando incursioni velocissime ed efficaci in poche spanne d’acqua a spese di aguglie e cefali, che spesso per sfuggire alla loro fauci finiscono inesorabilmente in secca.


DUE STADI, DUE TECNICHE… ADRENALINA PURA IN CANNA


Se la taglia media lascia supporre che siano delle prede facili, dovremo ricrederci appena un esemplare rimarrà vittima dei nostri inganni. A meno di un’attrezzatura sproporzionata, e non sarà facile farle abboccare a lenze di diametro sostenuto, il combattimento sarà emozionante ed impegnativo anche per un pescatore esperto. Una ricciola tra i 7 ed i 15 chilogrammi è nel pieno del suo vigore fisico, e l’inesperienza la porterà a sfoderare in maniera scomposta e imprevedibile tutta la sua forza. Chi ha avuto la fortuna di confrontarsi anche con esemplari più grandi potrà constatare che le difficoltà non diminuiscono con il peso.


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