La traina senza frontiere, nel suo naturale evolversi alla
ricerca di vecchie prede catturate in nuovi ambienti, si
affaccia alla soglia dei meno 100 dove tutto è difficile
e dove non esiste una tecnica pura in grado di soddisfarci
a pieno.
Testo di Domenico
Craveli - foto di D. Craveli, C. Neri e M. Pastacaldi
e
trainare a 50 metri può essere impegnativo ma
altamente efficace, che cosa accadrebbe se riuscissimo a
portare le nostre insidie oltre gli 80, sulla soglia dei
100? Una domanda forse più consona al bolentino di profondità.
Ma se consideriamo che spesso tra due o più tecniche esistono
delle varianti ibride, allora il gioco diviene affascinante
e sperimentare regala soddisfazioni insperate. Le secche
o le fosse rocciose, situate a profondità elevate, sono
i veri polmoni rigeneratori dei bassifondi costieri. Molti
pesci infatti, al primo posto dentici e cernie, si riproducono
in questi luoghi per poi colonizzare zone più vicine alla
costa. Il progressivo disturbo e l’aumento dei pescatori
ha portato molte specie nei tranquilli luoghi natali al
sicuro da reti e da altri tipi di insidia perché, in quei
posti, pescare con i palamiti è proibitivo per i numerosi
incagli. Che fare allora? La traina è forse l’unica tecnica
plasmabile per profanare i fondali alla ricerca della preda
stanziale, ma la profondità è elevata è spesso per pescare
così a fondo il piombo non basta.
TRE
TECNICHE DI PESCA, TRE
STORIE DIVERSE, TRE
FILOSOFIE
Traina, drifting,
bolentino: tre tecniche, tre filosofie, tre storie,
così lontane ma così vicine, capaci di potersi integrare
per migliorarsi atipicamente in luoghi atipici. Ecco l’uovo
di Colombo della situazione: affrontare le profondità con
una tecnica mista, attrezzature da traina, terminali da
traina , tecniche di drifting in deriva e di bolentino.
Ad elencarle in modo cronologico non si rende però l’idea
della tecnica che andremo ad applicare cioè un modo di pescare
lineare pulito ed efficace.
Scelta l’attrezzatura che dovrà orientarsi sulle 30/50 Lbs,
con canne stund-up, mulinelli di adeguata fattura imbobinati
con lenze tra le 30 e le 50 Lbs (0.50/0.70), ci opereremo
alla realizzazione del terminale.
Quest’ultimo sarà realizzato con lenza dello 0.70/0.80 doppiato
con un bimini per circa 50/60 centimetri e corredato di
un tandem di ami di misura mai inferiore all’8/0. Avrà una
lunghezza complessiva di circa 4/5 metri e sarà collegato
alla lenza madre da una girella di affidabilità garantita
di almeno 60Lbs.