Le foci dei fiumi sono di tre tipi: semplici,
a delta e ad estuario. Ognuna di queste con le sue caratteristiche,
la sua flora, la microfauna, il suo universo. Vediamo insieme
le varie caratteristiche e analizziamo la pesca ad un pesce
particolare, tipico di queste zone: il ghiozzo.
Testo di Alberto
Marchi - Foto di A. Marchi e archivio Pesca e Nautica
e
"foci semplici" sono proprie deipiccoli corsi d'acqua, i quali entrano in mare
mantenendo le sponde
quasi parallele.
Quelle "a delta" sono chiamate cosi, perché nel loro ultimo
tratto le rive si allargano a forma della lettera delta
dell'alfabeto greco, e di solito sono separate dal mare
da tutta una serie di banchi di sabbia e di isolotti che
scompongono ilcorso principale del fiume in una serie di
bracci più piccoli, come la foce del nostro Po.
Infine le foci "a estuario", proprie di fiumi come l'Arno
e il Tevere, sfociano in mare a forma di imbuto e presentano
le sponde protette dall'azione delle onde da grossi massi
appoggiati sopra il fondale.
ABITUATI
AD OGNI FONDALE
DI TIPO SABBIOSO
Ho ricordato queste
caratteristiche perché la fauna ittica di queste
acque salmastre è diversa a seconda della forma della foce.
In quella semplice si possono trovare latterini, cefali
e spigole. In quella a delta saranno presenti soprattutto
specie proprie psammocole, cioè delle sabbie o delle sabbie
fangose, come anguille, cefali e ghiozzi. Nella foce a estuario,
accanto alle specie appena ricordate, a causa della presenza
delle scogliere artificiali, vivranno anche pesci propri
dell coste rocciose come boghe, occhiate, saraghi e perfino
orate. In ogni caso i ghiozzi sono sempre presenti in queste
acque salmastre e permettono di trascorrere alcune ore divertenti
dedicate a tutti coloro che amano pescare, siano essi esperti
che principianti. Fra le molte specie di ghiozzi viventi
nei nostri mari, quello che più frequentemente viene catturato
è il ghiozzo paganello, il quale presenta il dorso giallastro
a macchie più scure e i lati nonché il ventre più chiari.