Anche se il boccone preferito rimane sempre
una sardina freschissima, si possono anche usare i gamberoni,
gli anellidi e le strisce di totano, seppia e calamaro.
Una volta innescato, si lancia
a fondo, si mette il filo in leggera tensione e si aspetta.
In genere il grongo di buona taglia si ferra da solo. Quando
ciò accade, si dà un lungo incoccio e si inizia a recuperare
di forza e a frizione serrata, per staccare il pesce dal
fondo il più prresto possibile, in modo da non concedergli
l'opportunità di avvolgere la coda intorno ad un appiglio
qualsiasi.
Una volta in secco, il pesce deve essere subito infilato
sul retino metallico e, per salvaguardare l'integrità delle
dita, coviene sganciare il finale e montarne uno nuovo.
L'importante in questo genere di pesca non è tanto usare
l'esca giusta, quanto presentarla nel momento adatto. Infatti
i gronghi, durante i mesi freddi, di solito si muovovno
in cerca di preda, nelle ore che vanno dal crepuscolo all'alba
del giorno seguente, quando il pesce bianco si avvicina
alla costa. In maniera particolare, la loro attività trofica
si fa frenetica quando il mare è un poco mosso da venti
sciroccali che aumentano la temperatura delle acque, o che
con mare in scaduta avanzata. Le ore migliori per colmare
i cestini, sono quelle prossime al culmine della marea,
quando i predatori si mettono in caccia.
Distribuitio
da Ifg - International Fishing Group
Tel. 0828 340316 - Fax 0828 319766