Noi
non possiamo non goire per tutto ciò, e forse
sorridere osservando
una schiera, che va sempre più assottigliandosi, di immarcescibili
pellegrini del surf più ortodosso che continua imperterrita
ad affrontare il mare solo di notte, solo in presenza di
mareggiate spesso violente, al limiyte dell’affrontabile,
perché la “Bibbia” così recita. Il surf diurno, al di là
delle catture, amplia sicuramente la schiera dei possibili
praticanti, ci consente un maggior controllo dell’azione
di pesca, permette di cimentarci anche in performance balistiche,
tipo il lancio pendolare, in condizioni di maggiore sicurezza
e di controllo del lancio stesso. Il nostro non è un invito
ad abbandonare o rinunciare ad una stupenda scaduta di scirocco
che avviene magari di notte sulla costa tirrenica, ma solo
un invito a riconsiderare tutto il “pacchetto offerta surf”
che, carissimi amici, vi garantisco essere molto più ampio
di quanto, forse solo ingenuamente, o perché quella
era la loro modalità preferita di pesca, ci hanno propinato
per anni.
NON RINNEGARE
MA COGLIERE NUOVE OPPORTUNITA’
E nel nostro discorso troveremo
tante cose diverse dal vecchio modo di interpretare
il surfcasting, ma anche tante da conservare, da affinare
o semplicemente da riproporre. Non rinnegheremo concetti
legati ala mareggiata, ala scaduta alla visione e la ricerca
della postazione, continueremo a tenere nel nostro parco
esche sardine, calamari, casolari o bibi, ma troveranno
un posto d’onore cannolicchi, verme americano ed arenicola
esca che riesce a fare miracoli in tantissime situazioni
e che non è un’esca solo da mormore.
Sono capitate mareggiate dove sardina, trancio di calamaro,
bibi, hanno ricevuto netti rifiuti all’assaggio e l’unica
esca che ha dato risultati con pesci tra cui spigole ed
orate di oltre due chili, è stata proprio l’arenicola. Manteniamo
del passato quanto negli anni si è dimostrato valido, ma
apriamo la nostra mente, il nostro modo di affrontare a
spiaggia senza pregiudizi… vedrete i risultati non mancheranno.