Saranno 25 anni o forse più che è quasi
sempre la sabbia il teatro delle nostre battute di pesca.
Poi la nostra passione grazie all’azione divulgativa sempre
più connotata da autonomi ed ampi spazi, ha iniziato a trovare
proprie modalità e continua inesorabilmente a mutare.
n
principio era il fascino
del surfcasting più estremo, rubacchiato dalle
prime esperienze in Sardegna, dalle pochissime righe che
si trovavano su alcune riviste che ci inondavano di pesci
per noi poco interessanti quali cavedani, alborelle e tanti
altri.
E la ricerca di materiali che fossero congrui a quanto sognavamo
di fare, era ardua.
Poi la nostra pesca dalla spiaggia, grazie all’azione divulgativa
sempre più connotata da autonomi ed ampio spazi, ha iniziato
a trovare proprie modalità e continua inesorabilmente a
mutare.
Il nostro Mediterraneo era un mare bistrattato sia per la
mancanza di marea oceanica sia, si diceva, per la mancanza
di prede di rilievo.
Qualcosa, però, nel frattempo è mutato complice anche
il lieve innalzamento delle temperature dei bacini che bagnano
le nostre coste; ma grazie anche alla maturazione di una
disciplina che sempre più si è affinata, si è arrivati
a variare, se non a stravolgere il concetto stesso di questa
tecnica di pesca sportiva.
NON
SOLO NOTTE E BUIO
MA ANCHE GIORNO E
PIENA LUCE
Quel surfcasting
che voleva e doveva essere esclusivamente notturno,
ha trovato propri spazi nella pratica diurna, anzi ben determinati
siti, abbiamo trovato molto più favorevole la condizione
diurna che quella notturna; e se per pesci quali ad esempio
le orate, la cosa era abbastanza già accettata, abbiamo
potuto constatare che spigole, saraghi, ma anche mormore,
molto spesso preferiscono entrare in pascolo con condizioni
di mareggiata, anche molto moderata, più dio giorno che
di notte. Abbiamo accertato che mentre la notte spesso riservava
catture numericamente molto limitate, tranne non si tratti
di mormore, il giorno e non solo l’alba e il tramonto, possono
riservare catture multiple e di genere molto diverso.
Forse la presenza di minutaglia sottocosta in tutto il periodo
dell’anno, specie alle latitudini più meridionali, ed in
prevalenza nelle ore di luce, favorisce la presenza di qualche
medio predatore tra cui spigola.