La
pesca
Sono immobile con i piedi in acqua aspettando che qualche
aguglia gradisca l'innesco
di oleanti larvette; improvvisamente un arcobaleno di colori
esplode fuori dall'acqua; resto incantato dallo spettacolo.
"Mimmo è la tua canna": l'urlo di Pasquale rompe quella
magia colorata di arcobaleno. Corro alla canna quasi cadendo,
reupero a tutta manetta. E' un lampuga, la prima della mia
vita! Ne seguiranno altre, tutte bellissime, poi ancora
dei pesci serra, ma non belli come il dorado. Questo
giorno mancherà la leccia. Proprio Pasquale nell'ora più
calda del giorno, in un momento di piatta e calma irreale
ha agganciato qualcosa; forse un sommergibile, più realisticamente
una grossa ricciola. La tiene in canna per tre o forse cinque
minuti, poi la canna si raddrizza decretando la delusione
di tutto il branco pronto all'ovazione.
Del terminale di tre metri della 0,60 ne resta un brandello
forse di un metro. L'ingoio è stato profondo e le parti
di lenza a contatto con il palato sono state abrase fino
alla rottura. Peccato, non mancherà una prossima volta.