E' della scorsa settimana la chiamata di
Pasquale Barnabà: c'è stata l'accostata di aguglie e proprio
con il piccolo rostrato, che recita la parte sia di preda
che di esca, che lo stesso Pasquale ha catturato la prima
bellissima Leccia Amia di stagione.
i
parte affrontando quel tormentone che chiamano
A3; teoria interminabile di cantieri, deviazioni e code;
l'uscita è quella di Polla, poco prima che l'autostrada
si inerpichi sulle montagne di Lagonegro. Poi si scende
verso Potenza e qui si lascia definitivamente l'autostrada
per imboccare la Basentana; alla mente la recente tappa
del Giro d'Italia: loro in bici sotto il sole, noi in auto,
ed in discesa, con il conforto del climatizzatore. C'è qualcosa
di strano in auto, il frigo è vuoto, niente esche, qualche
bigattino per la cattura delle aguglie ce la passeranno
Pasquale e Vincenzo che già sono all'opera. Sfioriamo appena
Metaponto, siamo al mare ed imbocchiamo la direzione ovest;
pochi chilometrti ad est avremmo potuto ammirare le Tavole
Palatine. Superiamo Policoro e Nova Siri, un cartello ci
indica che siamo in Calabria ed accanto ad un piccolo castello
proprio sul mare leggiamo che siamo a Roseto Capo Spulico.
Spiaggia, non come le immaginiamo, in pratica una sassaia
che poggia su di un fondale a sabbia. Qualche scoglio in
acqua molto ben visibile ed è proprio nei pressi degli stessi
che troviamo i nostri amici intenti a catturare qualche
aguglia.
ESCHE ADEGUATE
ALLE "BOCCHE"
DEI PREDATORI
Si utilizza una
canna tipo inglese o una bombarda con un galleggiante
piombato bianco da 4 - 5 grammi. A questo è collegato un
finale in fluorocarbon dello 0,12 di circa due metri con
un amo a gambo lungo del 14 innescato con tre bigattini,
uno a calza e due appena appuntati per la testa.
Che ci tocca fare! Ma questa è la dimostrazione che la pesca
sportiva non può essere vissuta a compartimenti stagni.