PESCA DALLA BARCA


Infatti quelli fatti in casa con del buon sughero, sono in assoluto migliori, non fosse altro perché ci si possono appuntare sopra ami, evitando così imbrogli che di solito si formano quando si debbono portare dentro un cestino una ventina di questi arnesi di plastica, con gli ami liberi di svolazzare a piacimento. Per la pesca è necessario un buon brumeggio, composto da un paio di chili di pane comune raffermo, inumidito, spremuto ben bene, passato al passatutto e aromatizzato con mezzo chilo di salamoia di acciughe o anche con tre etti di pecorino sardo molto secco e macinato finemente. Una volta sulla posta, ci si ancora e si gettano in acqua due o tre grosse cucchiaiate di questa poltiglia maleolente (conviene tenerci sopravento al recipiente del brumeggio) per radunare e fare aggallare i pesci vicino alla barca. Se dopo le prime calate dell'appanno i pesci non salgono in superficie, non resta altro che spostarci in un altra zona e ripetere l'operazione.

METODI ANTICHI MA SEMPRE ATTUALI


Per quanto riguarda le esche, vanno bene la "pasta" usata nella pesca da terra alle occhiate, i gamberetti e i vermi marini piuttosto morbidi come le tremoline. Ottimi per questa pesca si sono dimostrati i cosiddetti "paternostri", cioè quei maccheroncini cilindrici di pasta da tavola lunghi circa un centimetro e forati nel mezzo. Vanno preparati mettendone circa mezzo chilo in acqua bollente e lasciati cuocere per due minuti, in modo che rimangano consistenti quel tanto che basta a restare sull'amo il tempo necessario. Per la pesca, si calano in corrente una decina di nattelli innescati e si aspetta. Quando si vede una di queste boette saltellare, tendere e affondare e rilasalire in superficie ripetute volte, segno evidente che i pesci hanno attaccato le esche e sono rimasti agganciati. E'questo il momento di farsi sotto alla svelta e di seguire attentemente ciascun nattello fortunato per non rischiare di perdere di vista quelli che hanno sotto i pesci più grossi i quali, ovviamente, tenderanno ad allontanarsi maggiormente e più in fretta degli altri. Nel recupero conviene perciò iniziare sempre dai più lontani e agire alla svelta per non perdere i nattelli e per di più le occhiate.



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