Il “pesce” nei dettagli
Una ventina di anni fa fu immessa sul mercato una colorazione
“assurda”, senza nessun riscontro oggettivo nella realtà:
il “testa rossa”. Da una prima analisi il testa rossa poteva
sembrare una presa per i fondelli ai danni dei pescatori,
ma le catture hanno dato ragione all’idea, aprendo una nuova
esaltante frontiera alle colorazioni per il Mediterraneo
e non solo. Ci sono due parametri su cui basarsi nella scelta
della colorazione: il primo che i pesci non distinguono
i colori come noi e che sott’acqua con l’aumentare della
profondità tutti i colori tendono al grigio, il secondo
che molti degli attacchi avvengono per invasione di territorio
o per bramosia alimentare, guidati quindi dal puro e semplice
istinto di attacco.
Cosa spinga un pesce ad aggredire una colorazione piuttosto
che un’altra, nessuno potrà mai stabilirlo, la nostra esperienza
invece, può fornirci informazioni molto importanti. Da anni
ed anni di pesca con esche artificiali è scaturito il dato
che non è tanto la colorazione simile ad una naturale preda
a stimolare un pesce all’attacco bensì la novità.
Ci sono alcune colorazioni talmente assurde, come il viola,
il giallo o il fucsia che nessun pescatore penserebbe di
mettere in acqua e che invece, provate in zone dove i pesci
sono abituati a vedere esche tradizionali, danno dei risultati
incredibili. Questo potrebbe ricondurci al discorso sulla
memoria genetica dei pesci, ma si entrerebbe in un argomento
lungo e complicato. E’ comunque provato che le nuove colorazioni
creano nuovi stimoli e quindi sono da tenere sempre in considerazione.