Nella pesca in mare, lo scopo principale
è quello di combattere una preda, nel rispetto dell’etica
sportiva, cercando di vincere la sospettosità del pesce.
Il fine ultimo non è la cattura, ma la soddisfazione
di aver fatto collimare tutti gli elementi che portano al
successo.
a
pesca in mare è un passatempo considerato ormai un vero
e proprio sport che consente di trascorrere delle belle
giornate all’aria aperta in armonia e divertimento. In virtù
di una crescente frequentazione del mare e quindi delle
attività alieutiche, gli americani, già da
molti anni, ci hanno trasmesso le regole base per rendere
il combattimento con i pesci veramente sportivo, e per riuscire
a trarre soddisfazione anche da una cattura poco rilevante.
In particolare nella traina costiera le prede possono essere
di dimensioni ridotte, ma utilizzando un’attrezzatura adeguata,
è possibile confrontarsi al limite delle possibilità e del
carico di rottura della lenza. Nasce così il concetto di
equilibrio tra attrezzatura e preda. Nella ricerca del bilanciamento
dei fattori potenza degli attrezzi/preda, bisogna tener
presenti alcuni parametri, primo tra tutti, l’esperienza
personale. Ci sono infatti dei limiti da non superare e
che varieranno in favore di attrezzature e fili sempre più
leggeri solo dopo numerose ore passate con la canna in mano
e con un essere vivo dall'altra parte che non ne vuole sapere
di cedere.
CARICO
DI ROTTURA DI PARI PESO
CON LA PREDA
E' da considerare sportivo un cimento effettuato
con una lenza che ha il carico di rottura pari al peso della
preda catturata. Ci imbatteremo in situazioni in cui risulta
difficile constrastare prede con lenza molto sottili, specialmente
all’inizio della carriera. Pescare un bel pesce, non deve
trasformarsi in una prova di bravura da dimostrare a terzi,
ma deve solo rimanere una soddisfazione che deve indurci
ad una valutazione personale sul nostro modo di agire.