Saraghi, occhiate, diffidenti muggini, e ogni
altro pennuto che viene in mente, non sapranno resistere
ad un boccone così fatto presentato a dovere nella schiuma
della risacca o nelle calme acque portuali. Non si tratta
di un’ alternativa al bigattino, semmai l’esatto contrario.
Le tecniche migliori per utilizzare tale esca sono quelle
di superficie: inglese, bolognese o addirittura l’intramontabile
e un po’dimenticata fissa. Gli assetti da pesca, come i
terminali e i relativi ami, saranno quelli classici utilizzati
per la larva. Gli ami, sempre piccoli, verranno guarniti
con dei pezzetti di tonno, e se vi sono pesci in zona l’abboccata
non tarderà ad arrivare. L’indice di gradimento è altissimo,
al di là di ogni previsione. In quelle zone dove ad esempio
l’uso del bigattino è proibito, e spesso non sappiamo come
procedere, il tonno potrebbe essere non solo la soluzione
del problema, ma il nostro punto di riferimento.
EFFICACEMENTE
ANTICA
Per preparare un trancio di tonno, e renderlo
utilizzabile per la pesca necessitano alcune semplici operazioni.
Una volta acquistato, preferendo le parti di colore rosso
come gli ematomi, lo riporremo su una tavolozza inclinata
e lo copriremo con del sale grosso. Lo lasceremo scolare
e riposare per circa un giorno, per poi congelarlo nei classici
sacchetti nelle quantità che riterremo opportune. Duecento
grammi circa sono sufficienti per tre quattro ore di pesca.
Avremo così sempre pronta per l’uso, un”arma” efficace e
pratica, la quale, se data fiducia, convincerà anche i più
scettici. Provare prima di dichiarare…