Le leggi della natura non conoscono scale
gerarchiche, e per uno strano scherzo del destino, chi si
trova all’apice della catena alimentare da micidiale predatore
diviene micidiale esca...
nsolito
e inconsueto parlare di un predone del mare da utilizzare
come esca, il tonno rappresenta un’insidia micidiale nella
pesca da terra per tutte le stagioni. Non andiamo a squali,
ma alla ricerca dei nostri nobili frequentatori di scogliera.
Profondo sud, tirreno meridionale. Dalle scogliere dove
la leggenda vuole che la fata Morgana con i suoi riflessi
univa l’Isola al Continente, antichi pescatori muniti di
rudimentali canne da pesca salpavano regolarmente enormi
sparidi dalle tumultuose acque del mare di Scilla Quel segreto,
celato da un innesco fatto senza guardare, pian piano si
è allargato, sfuggito al controllo e giunto a noi pescasportivi
di un’era moderna, che coi pesci di oggi, e un’esca povera
di ieri, riusciamo a strappare da un difficile e ricco mare
di Calabria, ancora qualche preda da ricordare.
NON DITELO
A NESSUNO... MA PROVATELA
Dopo questa doverosa parentesi, in omaggio
o a tacita giustificazione verso quegli uomini di mare che
a denti stretti ci hanno insegnato a pescare e a non dire…
iniziamo a parlare di un’esca insolita, poco conosciuta
al di fuori del basso tirreno, ma che ha un’efficacia fuori
dal comune.
La polpa del trancio di tonno infatti, rappresenta una vera
leccornia e un’irresistibile richiamo per tutte le prede
pregiate del sottocosta.