Sia il monel che
il dacron piombato andranno muniti del terminale di circa
15 metri. La spigola non è un eccezionale combattente,
fatta la prima fuga si lascia portare facilmente al guadino.
Per
rendere la cattura più entusiasmante, è preferibileutilizzare
come detto sopra l’uso di canne molto leggere e flessibili
legate a terminali sottili. In presenza di acqua limpida
occorre scendere molto con il diametro del terminale, fino
ad utilizzare monofili dello 0,25. Di regola invece con
acque velate o torbide, ci si può orientare sul 0,35/0,40.
Le esche che si sono rivelate
più funzionanti trainando su fondali consistenti, sono i
minnow. Da preferire quelli sottili con paletta
metallica e di lunghezza dai 7 ai 13 cm. In generale occorre
farli lavorare a 4-5 nodi, il più vicino possibile al fondo.
La velocità è determinante ai fini della cattura.
ACQUE
PIU' PROFONDE SFIDA PIU'
ARDUA
Dove cercarla
Le foci d’acqua dolce, le dighe foranee e le scogliere sommerse
rimangono i territori migliori da battere a questi vanno
aggiunti i fondali più alti con caratteristiche diverse
come ad esempio gli scogli sparsi sulla posidonia e le cigliate
delle secche fino a 20 metri di profondità. Le abitudini
della regina sono rimaste all’atto pratico le stesse, con
la ricerca di anfratti dove nascondersi
per sferrare l’attacco. Sembra anche che la spigola
sia una delle specie più sensibili ai cambiamenti climatici
e quindi allo stato del mare nonché all’influsso delle maree.
La condizione ottimale per insidiarla è con mare in scaduta
ed acqua leggermente torbida a cavallo dell’apice d’alta
marea. Le ore migliori sono quelle del primo
mattino e del primo pomeriggio, ma per coloro che non si
scoraggiano di fronte al freddo, le ore notturne coincidenti
sempre con l’alta marea, possono riservare ottime sorprese.
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