Essendo uno dei pesci più combattivi pescabili
da terra, il combattimento è quanto di più emozionante
si possa provare. Fughe potenti e poderose testate per tutta
la durata del recupero, fino ad arrivare nei pressi della
battigia dove inizierà a sfoderare una serie di piroette
sottomarine degne di un acrobata. Calma
e sangue freddo, l’orata è un pesce mai vinto completamente.
Spiaggiarla comunque non sarà mai facile, ma un’azione pulita,
senza frenesia, potrebbe essere più produttiva di un semplice
tiro alla fune. Camminare parallelamente
alla battigia, senza far sentire al pesce bruscamente
la variazione di profondità potrebbe essere un’intelligente
strategia, e non appena si lascia passivamente trascinare,
sarà un attimo di embolia prima di riprendersi, portarla
in secca sfruttando l’azione della canna senza caricare
tutto sulla sola lenza.
ATTREZZATURA?
QUELLA DELLE GRANDI OCCASIONI
Le canne saranno
del tipo da surf medio 80/130, anche se spesso
sono richieste eccezionali doti di lancio per raggiungere
i pascoli più lontani. Ottime le leggere due pezzi, con
potenza sempre intorno ai 130 grammi. I mulinelli dovranno
essere affidabili, marca e dimensione sono a propria descrizione,
e imbobinati con ottimo monofilo
tra lo 0,22 e lo 0,28. Il primo molto indicato
per le spiagge e per raggiungere elevate distanze, il secondo
è consigliabile sempre, anche per gestire eventuali irrequieti
esemplari di notevole mole e forza. Lo
shock leader deve essere più lungo del normale, anche
15 metri, per gestire in sicurezza gli ultimi metri di combattimento.
Il terminale sarà in assoluto un Long arm, anche oltre il
metro e mezzo, monoamo imbattibile, l’unico in grado di
vincere in maniera quasi sistematica la sospettosità dello
sparide. Piombo a scorrere e accessori vari ridotti al minimo.
Il diametro del bracciolo sarà uno 0,25/0,22 l’amo invece
un numero 4 o meglio un numero 2.