PESCA DA TERRA

 

L’orata non è sofisticata nei gusti, mangia di tutto, ma avere l’esca più gradita, nel posto giusto al momento giusto, potrebbe trasformare una disfatta in una pescata memorabile. Sulla sabbia ottimi americano, bibi, cannolicchi e fasolari, sul misto ancora bibi, ma anche il granchio nero di scoglio, innescato rigorosamente vivo, si è rivelato micidiale. Ottimi nei settori dove vi sono scogli, anche i murici e le cozze.

SILENTE ASSAGGIO & DIETA MEDITERRANEA

L’abbocata dell’orata, specie se le esche sono distanti non oltre i 70 metri, è un qualcosa da far tremare canna, picchetto e gambe del pescatore, ma queste sono reazioni del pesce allamato. Questo vuol dire che a meno di irruenti e sprovveduti esemplari, l’orata, specie di grossa “cilindrata” ha un approccio all’esca molto circospetto. L’esca viene infatti assaggiata, spostata di qualche metro, e poi ingoiata, o se coriacea riceverà l’onore di essere triturata dalle possenti mascelle. Se il pesce incontra resistenza in questi momenti, sputa e desiste. Uno stratagemma è quello di lasciare le canne molto in bando, senza mettere in tensione la lenza. L’abboccata, se ci sarà, sarà ugualmente evidente. In alcuni casi, con pesci molto smaliziati potrà tornare utile lasciare totalmente l’archetto aperto, e aspettare così la filata del pesce. Una regola è quella di non spostarsi mai dalle canne, i pesci non “aspettano” altro… per abboccare e slamarsi.

Per informazioni: VIa Aurelia Sud, Vallescaia, 2/B 57023 - Cecina (LI) Tel. 0586 681735 - Cell. 335 7837535 www.cantieredelfino.it - cantieredelfino@hotmail.com

 


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