La pesca dalle coste rocciose con la bolognese,
è una tecnica italianissima che vive in questo periodo
uno dei momenti migliori. E' praticamente imbattibile per
tentare i grintosi sparidi che scorazzano tra la risacca
della scogliera. La loro cattura non è mai cosa facile,
e non sempre basta un’appetitosa esca per trarli in inganno…
e
onde che si infrangono con violenza sugli scogli, sono un
banco di prova durissimo per tutto il complesso pescante.
I terminali soprattutto, si trovano in situazioni di forte
turbolenza, e oltre a resistere ai grovigli devono garantire
una presentazione dell’esca ottimale, che anche in queste
circostanze deve essere il più naturale possibile. Forse
qualche tempo fa, quando numericamente i pesci erano più
presenti, una constatazione del genere non avrebbe retto,
sicuramente un boccone nell’onda sarebbe stato attaccato
senza particolari sofismi e senza nessun indugio.
IL
LEGITTIMO SOSPETTO...
DEL SARAGO SMALIZIATO
Oggi, i pesci, sono ben lungi da ingoiare qualunque cosa
capiti a tiro, e i pesci gregari, paradossalmente, sembrano
più scaltri degli altri. Entrano in competizione raramente
e “collaborano” nell’identificazione del pericolo.
Quante volte infatti è capitato che la perdita di un esemplare
di sarago durante il recupero ha causato l’allontanamento
di tutto il branco. Questo serve per farci capire che ogni
cosa può avere importanza ed effetti superiori a quelli
preventivati.